Archeoclub d’Italia Sicilia interviene nel dibattito sulla ricostruzione del teatro de Le Ciminiere che andò in fumo, a Catania, nel Novembre del 2025!
Francesco Finocchiaro – Architetto – siciliano – Coordinatore Archeoclub d’Italia Sicilia: ” Riteniamo che la ricostruzione debba rappresentare un’occasione per riaffermare il valore dell’architettura contemporanea quale patrimonio culturale da tramandare. Anche le opere del secondo Novecento costituiscono ormai testimonianze della storia urbana e dell’identità collettiva e meritano di essere tutelate con il medesimo rigore riservato ai beni storici”.
“Il Coordinamento Regionale Sicilia di Archeoclub d’Italia esprime il proprio apprezzamento per la posizione assunta dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania in merito alla ricostruzione del Padiglione C1 delle Ciminiere,il Centro Fieristico che nel Novembre del 2025 vide il proprio teatro in fiamme e noto come “Cutuliscio”, opera dell’architetto Giacomo Leone.
Riteniamo che la ricostruzione debba rappresentare un’occasione per riaffermare il valore dell’architettura contemporanea quale patrimonio culturale da tramandare. Anche le opere del secondo Novecento costituiscono ormai testimonianze della storia urbana e dell’identità collettiva e meritano di essere tutelate con il medesimo rigore riservato ai beni storici.
In questa vicenda emerge un principio che va oltre il singolo edificio: la centralità del progetto e della cultura del progetto nei processi decisionali. Le trasformazioni dello spazio costruito non possono essere affidate esclusivamente a valutazioni di carattere funzionale o contingente, ma devono scaturire da un confronto culturale fondato sulla conoscenza dell’opera, della sua storia, del suo significato e del suo rapporto con la città.
Per questo riteniamo particolarmente significativo il percorso promosso dall’Ordine degli Architetti di Catania, che ha saputo convocare la comunità professionale, favorendo un confronto aperto tra progettisti, studiosi, tecnici e istituzioni. Da quel dibattito è emersa una posizione argomentata, maturata attraverso l’analisi critica dell’opera e orientata alla ricerca di una soluzione rispettosa del progetto originario”. Lo ha dichiarato Francesco Finocchiaro, architetto, Coordinatore Archeoclub d’Italia Sicilia.
Ascoltare le copetenze per tutelare un pezzo della storia della città.
“Le istituzioni sono chiamate ad ascoltare questa comunità di competenze. Gli architetti non rappresentano soltanto una categoria professionale, ma custodiscono un patrimonio di conoscenze indispensabile per affrontare interventi che incidono sul valore culturale dell’architettura. Quando il confronto è serio, documentato e condiviso, esso costituisce una risorsa per le decisioni pubbliche.
L’intervento dovrà pertanto perseguire un principio chiaro: conservare il senso originario del progetto, adeguando l’edificio sotto il profilo strutturale, impiantistico, energetico, della sicurezza e della resilienza, senza alterarne l’identità architettonica concepita dal suo autore.
L’innovazione tecnologica non richiede necessariamente una trasformazione formale. Al contrario, le moderne soluzioni costruttive consentono oggi di ricostruire l’opera utilizzando materiali – ha concluso Finocchiaro – e sistemi più performanti e sostenibili, preservandone il linguaggio architettonico e il valore identitario.
Archeoclub d’Italia condivide pertanto l’orientamento espresso dall’Ordine degli Architetti di Catania, ritenendo che eventuali modifiche sostanziali dell’involucro rischierebbero di compromettere uno dei segni più riconoscibili del paesaggio urbano contemporaneo della città.
La prospettiva di innovazione può invece trovare piena espressione nel ridisegno dello spazio pubblico circostante, attraverso una riqualificazione delle connessioni pedonali, delle aree di sosta, del verde, dell’illuminazione e dei servizi, rafforzando il rapporto tra il Padiglione C1 e l’intero complesso delle Ciminiere. È nello spazio aperto che può svilupparsi un nuovo progetto capace di dialogare con l’opera di Giacomo Leone, valorizzandola senza sovrapporsi ad essa.
Conservare non significa rinunciare all’innovazione; significa riconoscere che il progetto di architettura è un bene culturale e che ogni intervento deve partire dal rispetto della sua identità. Le Ciminiere rappresentano una delle più significative testimonianze dell’architettura contemporanea siciliana: la loro ricostruzione dovrà essere all’altezza della loro storia, della memoria che custodiscono e della cultura del progetto che le ha generate”.
Per la stampa – Francesco Finocchiaro – Architetto – siciliano – Coordinatore Archeoclub d’Italia Sicilia.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale – Tel 333 – 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Archeoclub d’Italia – Tel 392 – 596745
