Le sensazionali scoperte al Parco Archeologico di Ercolano!
Nel link immagini e interviste https://wetransfer.com/downloads/832a5e2b5a0bcbc9d7ebc348d4d4e70f20260614011742/a6feead32246ee785224c6ff45bb0efe20260614015023/3b8e8c
Domenico Camardo (archeologo – Parco Archeologico di Ercolano ): “Dallo studio dei legni siamo riusciti a capire che il 90% del legno utilizzato era abete bianco, quindi si è capito che i Monti Lattari e il Vesuvio in quel momento probabilmente erano coperti da foreste di abete bianco, quindi abbiamo anche dati specifici”.
E oggi la stampa visiterà il Parco Archeologico di Ercolano, in tarda mattinata l’Abbazia di Cava de’ Tirreni e nel pomeriggio assisterà alla rievocazione storica del 1656 con ben 1500 figuranti in costumi d’epoca!
Maria Carmen Pepe (archeologa, funzionaria del Parco Archeologico di Ercolano): ” Abbiamo trovato i letti, ma anche la culla di un neonato”.
Luca Esposito (Referente Archeoclub d’Italia per la valorizzazione dei borghi ed aree interne sulla Strada Regia delle Calabrie ed autore dello studio che ha riportato alla luce la principale via millenaria di collegamento del Sud Italia) : ” La stampa ha visitato, grazie alla direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Federica Colaiacomo, il sito meraviglioso di Ercolano, perchè la Strada Regia delle Calabrie ha già al suo interno una rete straordinaria di siti culturali. Con la valorizzazione della Strada Regia delle Calabrie mettiamo in rete 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province”.
“L’Antiquarium ha visto recentemente questo nuovo allestimento della sezione dei legni. I legni di Ercolano sono una delle specificità di Ercolano stessa perché, grazie alla modalità di seppellimento, si sono conservati in maniera assolutamente straordinaria i legni prevalentemente carbonizzati. Abbiamo trovato letti, anche una culla di un neonato, armadi, tavolini, sgabelli, tutti perfettamente integri, conservati con ancora i colori diversi dei legni diversi”. Lo ha affermato Mariacarmen Pepe, archeologo funzionario del Parco Archeologico di Ercolano, intervistata dalla stampa nazionale ed estera che sta partecipando al Press Tour nell’ambito del programma di valorizzazione dell’antica strada che collegava Napoli a Reggio Calabria.
E lo studio dei reperti di legno è fondamentale!
“Siamo solo a 3 km dal Vesuvio, il primo flusso vulcanico che arrivò nell’eruzione che coprì Ercolano, fù velocissimo ed ebbe l’effetto anche di strappare i tetti dalle case rovesciandoli sulla spiaggia. Quando si è scavato la spiaggia si sono trovate tantissime di queste travi e tante se ne stiamo ancora trovando e quindi vengono tutte recuperate – ha affermato l’archeologo Domenico Camardo – restaurate e conservate. Adesso stiamo costruendo i nuovi laboratori e depositi dove ci sarà una sezione specifica per i legni.
Perché è importante studiare i legni? Sui legni si capiscono tante cose. Ad esempio siamo riusciti a capire anche come i romani facevano i mobili. Gli studi permettono anche di capire le varie specie di legno. Il 90% del legno che era utilizzato era abete bianco, quindi si è capito che i Monti Lattari e il Vesuvio in quel momento probabilmente erano coperti da foreste di abete bianco, quindi abbiamo anche dati specifici”.
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Ben 2200 anni di storia!
“La stampa ha visitato, grazie alla direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Federica Colaiacomo, il sito meraviglioso di Ercolano, perchè la Strada Regia delle Calabrie ha già al suo interno una rete straordinaria di siti culturali. Con la valorizzazione della Strada Regia delle Calabrie mettiamo in rete 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province – – ha affermato Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia – 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo. Lo studio condotto sulla Strada Regia delle Calabrie è durato ben otto anni di ricerca fatta sul campo, camminando a piedi centimetro dopo centimetro, studiando le mappe storiche e con le cartografie alla mano siamo riusciti a ritrovare testimonianze d’epoca romana ma anche del ‘700. E’ l’itinerario più importante tra Campania, Basilicata e Calabria. Abbiamo trovato antiche taverne ottocentesche, monumenti, luoghi, siti archeologici e tratti di strada abbandonati, inoltrati in meravigliosi boschi. Ad esempio abbiamo ritrovato anche il basolato originale della Consolare Romana che collegava anticamente il Sud con il Nord!”.
E oggi, la stampa visiterà la Basilica Paleocristiana di Nocera Superiore, candidata a patrimonio Unesco, poi entrerà nel Cilento. Nel pomeriggio la visita alle Grotte di Auletta – Pertosa.
Per interviste:
Luca Esposito – architetto – Referente Archeoclub D’Italia per la Strada Regia delle Calabrie – autore della ricerca durata 8 anni – Tel 349 096 3060.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale Archeoclub D’ Italia – Tel 392 596745
