Domenica 19 Aprile – Primavera nei Borghi – in tutta Italia!
Ad Arpino, a poco più di un’ora da Roma, visita alle Mura Pelasgiche accendendo la luce sulle misteriose e affascinanti civiltà megalitiche sparse nel Mediterraneo.
Inizio alle ore 15 e 30 dal Torrione – da Il Tempio di Quinto.
Alle ore 18 e 30 la ratafià e la luminaria, tipica del Ver Sacrum
Saverio Zarrelli (Presidente Archeoclub d’Italia sede di Arpino, nel Lazio):” Domenica 19 ripercorreremo Le Nostre Mura, ascolteremo la Voce delle Pietre e mediteremo sul “ver sacrum … ovvero sul CAMMINO DELLA SPERANZA”. Un rito tipico della cultura safina in calendario inizio stagione primaverile, che era l’invocazione al dio Mars affinché tutelasse la scelta di un nuovo spazio vitale, di quello che stava per diventare un nuovo insediamento osco, in sostanza l’atto costitutivo di una nuova aggregazione collettiva che nel contempo, era anche la scelta del sito di fondazione. veniva acceso un rogo, con il fuoco bruciava ciò che non era edificante per il nuovo insediamento: dubbi, ansietà, paure, traumi, debolezze e fallimenti, nel mentre emergeva un nuovo spirito: quello spirito che penetrando la nuova terra prescelta, avrebbe dato poi corpo al “pagus” ”.
“Arpino custodisce uno dei complessi archeologici più suggestivi del Lazio: le Mura Pelasgiche, testimonianza straordinaria di epoche arcaiche e di civiltà perdute.
Con l’evento “Le Mura e il Tempo dei Ciclopi”, un’iniziativa inserita nell’ambito più generale della manifestazione“Primavera nei Borghi con l’Archeoclub d’Italia”, si intende valorizzare un patrimonio unico attraverso un percorso culturale che unisca ricerca scientifica, arte, tradizione e comunità locale.
L’iniziativa mira a far rivivere le Mura non solo come vestigia storiche, ma come spazi vivi in cui passato e presente dialogano, generando esperienze immersive e inclusive.
Il prof. Giulio Magli e il prof. Maurizio Corsetti ci accompagneranno lungo il percorso di un cammino immaginario che conduce da Micene ad Arpino, accendendo la luce sulle misteriose e affascinanti civiltà megalitiche sparse nel Mediterraneo.
Fatto è che in molti luoghi esistono ancora, e chiare, le tracce dei profondi legami degli antichi costruttori con la natura attorno a loro e con il cielo sopra di loro. Per trovarle, però, bisogna avere la pazienza di ascoltare ciò che degli enormi massi hanno, ancora oggi, da dire.
E Noi dell’Archeoclub domenica 19 ripercorreremo Le Nostre Mura, ascolteremo la Voce delle Pietre e mediteremo sul “ver sacrum … ovvero sul CAMMINO DELLA SPERANZA”. Un rito tipico della cultura safina in calendario inizio stagione primaverile, che era l’invocazione al dio Mars affinché tutelasse la scelta di un nuovo spazio vitale, di quello che stava per diventare un nuovo insediamento osco, in sostanza l’atto costitutivo di una nuova aggregazione collettiva che nel contempo, era anche la scelta del sito di fondazione.
Così, quelle giovani coppie che venivano spinte all’abbandono della terra natia a causa della sovrappopolazione (la stessa pratica della transumanza e la ricerca di nuovi mercati favorivano tale abitudine) giunte nel luogo prescelto davano vita a questo rituale che si sostanziava con un sacrificio (in genere, un animale, sporadicamente anche un giovane umano).
Al termine veniva acceso un rogo, con il fuoco bruciava ciò che non era edificante per il nuovo insediamento: dubbi, ansietà, paure, traumi, debolezze e fallimenti, nel mentre emergeva un nuovo spirito: quello spirito che penetrando la nuova terra prescelta, avrebbe dato poi corpo al “pagus”. ”. Lo ha affermato Saverio Zarrelli, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Arpino.
PRIMAVERA NEI BORGHI CON ARCHEOCLUB D’ITALIA è un progetto, nazionale che l’Associazione, in rete con le Sedi Locali, ripropone anche per il 2026, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni attraverso la promozione attiva e continuativa dei tanti luoghi d’Italia che attendono solo di essere conosciuti nella loro bellezza e ricchezza ambientale e architettonica. Si tratta, spesso, di borghi poco conosciuti che rischiano l’abbandono e la perdita di tutte le ricchezze e bellezze artistiche e architettoniche del loro passato. Pertanto, anche quest’anno, Archeoclub d’Italia, con questa manifestazione, desidera riportare l’attenzione su questi innumerevoli luoghi custodi della nostra storia, per farli conoscere e valorizzarne il patrimonio architettonico e monumentale che vi è custodito e farne apprezzare i paesaggi, i prodotti tipici e le tradizioni secolari.
Per interviste:
Saverio Zarrelli – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Arpino, nel Lazio – Tel 338 – 3031197.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale Archeoclub D’Italia – Tel 392 5967459.
