Domenica 14 Giugno – ore 16 e 30 – per la stampa navigazione sul fiume sotterraneo che attraversa le Grotte di Pertosa – Auletta, in Campania, costeggiando un villaggio palafitticolo di 3500 anni fa!
Maria Rosaria Carfagna (Presidente della Fondazione MIdA): ” Le Grotte di Pertosa-Auletta continuano a stupire. Scavi recenti, condotti dalla Fondazione MidA, hanno evidenziato la presenza di un’area sacra di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) collocata nell’ampia antegrotta”.
Nelle Grotte di Pertosa – Auletta, uniche in Italia, nel cuore del Cilento!
Luca Esposito (Referente Archeoclub d’Italia per la valorizzazione dei borghi ed aree interne sulla Strada Regia delle Calabrie ed autore dello studio che ha riportato alla luce la principale via millenaria di collegamento del Sud Italia) : ” Briefing stampa navigando il fiume sotterraneo, Negro, che scorre nelle Grotte di Pertosa-Auletta. Costeggeremo un villaggio palafitticolo di ben 3500 anni fa. Ma la Strada Regia delle Calabrie è un Museo diffuso di archeologia, storia e natura, con taverne, osterie persino d’epoca romana delle quali si era persa memoria. Ora il mio studio, la mia ricerca, ha riportato alla luce un patrimonio culturale centrale per le aree interne. In località Scorzo, nel cuore degli Alburni la taverna dove si fermavano anche gli antichi romani! C’è il Ponte di Campestrino, altissimo, una delle più imponenti opere ingegneristiche del ‘700, lungo il quale sarà possibile anche vedere cappelle. Ed abbiamo ritrovato le antiche stazioni postali con i punti di ristoro del tempo, persino gli stalli d’epoca. Abbiamo riscoperto le taverne che hanno ospitato Murat, Garibaldi, Cicerone. A Postiglione, abbiamo ritrovato la “Taverna della Duchessa” storico nodo di transito e di sosta, presente già sulle prime mappe stradali del 1400. In questo edificio si fermò l’irlandese Robert Mallet, oggi considerato il “padre” della moderna sismologia. Tante testimonianze di 2000 anni fa ma anche i luoghi del Gran Tour con i paesaggi descritti nei diari di viaggio di Goethe, Swinburne, dell’abate di Saint-Non e di lord Byron”.
“Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano un sito speleo-archeologico di straordinario interesse scientifico: sviluppate complessivamente per ben 3 km, si insinuano nella roccia calcarea lungo un corso d’acqua sotterraneo dalla copiosa portata idrica. È proprio all’interno di queste acque, in ambiente completamente sommerso, che si conserva un giacimento archeologico di straordinario interesse scientifico: straordinario perché conserva le tracce di un impianto palafitticolo sotterraneo unico in Europa oltre che attestazioni di episodi di frequentazione umana avvenuti nell’arco di ben 8 millenni. Le datazioni effettuate con il radiocarbonio hanno collocato l’impianto palafitticolo alla metà del II millennio a.C., attorno a 3.500 anni da oggi. Sebbene insediamenti palafitticoli siano noti ovunque nel Nord-Italia e nell’Europa settentrionale, la collocazione sotterranea di quello presente nelle Grotte di Pertosa-Auletta ne fa appunto un unicum. Scavi recenti effettuati agli inizi del 2025, condotti dalla Fondazione MIdA in regime di concessione ministeriale (Ministero della Cultura, Decreto del Direttore Generale rep. n. 2043 del 20 dicembre 2024), hanno d’altro canto evidenziato la presenza di un’area sacra di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) collocata nell’ampia antegrotta. I reperti recuperati con gli scavi in tale area, da intendersi come offerte ad entità al momento sconosciute, sono mirabili: armi, ornamenti, utensili da lavoro, epigrafi, monete… Una folgore di età romana, rappresentante il simbolo del fulmine, è stata rinvenuta in un anfratto nelle pareti e rappresenta una scoperta di straordinaria valenza scientifica”. Lo ha affermato Maria Rosaria Carfagna, Presidente della Fondazione MIdA.
Sono le uniche Grotte in Italia attraversate da un fiume sotterraneo sul quale sorge un Villaggio di palafitte risalente a 3500 anni fa. La grande storia, la grande archeologia è sulla Strada Regia delle Calabrie.
Domenica 14 Giugno, alle ore 16 e 30, lo straordinario mondo delle Grotte di Pertosa – Auletta si presenterà alla stampa. Oltre alla Presidente della Fondazione Mida, Maria Rosaria Carfagna, saranno presenti guide ed archeologi che accompagneranno la stampa ospite del Press Tour ma anche la stampa che vorrà raggiungere direttamente le Grotte, lungo il percorso turistico delle Grotte di grande interesse archeologico anche grazie alle ultime scoperte.
Al Briefing stampa parteciperanno i vertici nazionali di Archeoclub D’Italia e Luca Esposito, architetto, storiografo esperto delle cartografie antiche, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia.
Rinasce la Strada Regia delle Calabrie, tra borghi medievali e grandi testimonianze! Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo.
Domenica 14 Giugno ore 16 e 30 – briefing stampa in navigazione costeggiando un villaggio di 3500 anni fa.
“Nelle Grotte di Pertosa – Auletta, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Monti Alburni, scorre il fiume Negro. A bordo di un’imbarcazione navigheremo il fiume per un tratto costeggiando un Villaggio su palafitte, risalente a 35000 anni fa. Sarà una grande emozione. La Strada Regia delle Calabrie è anche questo, in quanto vede insieme siti più conosciuti, siti meno conosciuti e soprattutto siti non conosciuti e dei quali era stata persa traccia. Abbiamo realizzato uno studio paziente, minuzioso, con intensa attività di ricerca condotta in modo concreto ed abbiamo riportato alla luce un patrimonio culturale straordinario. Il briefing stampa offrirà l’opportunità per spaziare sull’attività di ricerca riguardante la Strada Regia delle Calabrie.
Lo studio condotto sulla Strada Regia delle Calabrie è durato ben otto anni di ricerca fatta sul campo, camminando a piedi centimetro dopo centimetro, studiando le mappe storiche e con le cartografie alla mano siamo riusciti a ritrovare l’antica Strada Regia delle Calabrie che è la via più lunga del Sud Italia, percorsa in 2000 anni di storia e che diventerebbe l’itinerario più importante tra Campania, Basilicata e Calabria. Abbiamo trovato antiche taverne ottocentesche, monumenti, luoghi, siti archeologici e tratti di strada abbandonati, inoltrati in meravigliosi boschi. Ad esempio abbiamo ritrovato anche il basolato originale della Consolare Romana che collegava anticamente il Sud con il Nord. Siamo riusciti a trasformare questa ricerca anche in un progetto georeferenziato – ha affermato Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia – e a farlo diventare un possibile itinerario turistico. Abbiamo riscoperto le taverne che hanno ospitato Murat, Garibaldi, oratori come Cicerone, la sorgente dove bevve e anche la sorgente che dissetò la Regina Margherita e dove venne eretta una maestosa Fontana, a Sicignano degli Alburni, in piena natura. Vedremo le maestose opere ingegneristiche secolari e di epoca romana che sono in aree talmente interne che non sono mai state raggiunte dalla stampa. Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, riportate alla luce, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo, grandi opere di ingegneria romana e borbonica come gli splendidi ponti, basiliche, chiese, siti religiosi, siti archeologici, musei di scienze naturali e geo – scienze, grotte come Pertosa-Auletta, ipogei. Tutto questo è “La Strada Regia delle Calabrie” che la stampa oggi potrà vedere. La Strada Regia delle Calabrie è un’antica via di comunicazione che univa le città di Napoli e Reggio Calabria. Era la più lunga e importante via di comunicazione terrestre dell’Italia Meridionale, che ricalca in gran parte il tracciato della più antica strada di epoca romana nota come “via Popilia” o “Capua-Regium”. Una strada importante attraversata dai viaggiatori del Gran Tour, dai grandi eserciti, da importanti scrittori. Di tutto questo abbiamo ritrovato le testimonianze, le tracce e le mostreremo come ad esempio gli Epitaffi, in piena vegetazione con le scritte originali che davano il Benvenuto ai viandanti”.
E la Strada Regia delle Calabrie è diventata Press Tour con l’obiettivo di arrivare ad un itinerario turistico – culturale, in grado di accendere le luci sulle aree interne.
“La Strada Regia delle Calabrie, oggi è un Press Tour voluto da Archeoclub D’Italia in collaborazione con Regione Campania, Assessorato al Turismo – ha proseguito Esposito – ed Anci Campania che ringraziamo per il grande supporto. L’obiettivo è di arrivare alla piena valorizzazione delle aree interne”. Il Press Tour si terrà dal 12 al 15 Giugno, al quale potrà partecipare la stampa accreditata. Ci saranno però determinati briefing stampa particolari aperti anche alla stampa che potrà e vorrà autonomamente raggiungere i luoghi.
Un Museo diffuso di archeologia, natura, storia.
“Vedremo un Museo diffuso unico fatto di archeologia, natura, storia. Ad esempio c’è una località che si chiama Scorzo, dove i viaggiatori del tempo si fermavano per pranzare, una taverna dove si fermavano anche gli antichi romani, gustando i piatti della tradizione degli Alburni. Tanta bellezza! C’è Ponte Romano della Difesa, o ancora il borgo medievale di Auletta. Il Ponte di Campestrino è invece davvero impetuoso, altissimo. Si tratta di una delle più imponenti opere ingegneristiche del tempo, lungo il quale sarà possibile anche vedere cappelle. Queste cappelle erano fondamentali. All’epoca i viaggi erano pericolosi e nascondevano insidie, soprattutto quando erano viaggi di necessità e lunghi e dunque si affidava il proprio viaggio alle preghiere. Vedremo le antiche stazioni postali che abbiamo ritrovato, Stazioni postali del ‘700 e ‘ 800, con i punti di ristoro del tempo, persino gli stalli d’epoca. Un mondo dove tutto si è fermato. La Strada Regia delle Calabrie rimette al centro anche tutti i borghi delle aree interne della Campania, tagliati fuori dalle moderne vie di collegamento. Un tempo, questi borghi, erano attraversati da una delle più importanti vie di collegamento e dunque erano parte del circuito economico ma anche turistico del tempo. Con questo progetto diamo una seconda vita ai borghi interni”.
I luoghi del Gran Tour ma anche di eserciti! Ma si entrerà in Basiliche Paleocristiane del salernitano, sull’antica strada Regia, si visiteranno il Museo Archeologico e Parco Archeologico di Ercolano.
La stampa alloggerà in ville del ‘700. Un Tour completo che vuole raccontare l’antica via di collegamento con visite alle Ville del Miglio d’Oro. E tanti saranno i siti di grande valore.
“A Postiglione, nel Cilento, abbiamo ritrovato la “Taverna della Duchessa” storico nodo di transito e di sosta, presente già sulle prime mappe stradali del 1400. Qui sorgeva anche una stazione di posta dove avveniva il cambio dei cavalli (la parola “posta” che oggi comunemente usiamo per la corrispondenza, prende origine dal “posto” nella stalla in cui veniva sistemato il cavallo). L’edificio che vedremo si trova isolato in una pittoresca campagna ai piedi dei monti Alburni ed è sorprendente – ha concluso Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia – perchè conserva ancora le forme originali: ci sono le stalle per i cavalli, l’ufficio del “maestro di posta”, un locale in cui si mangiava e un altro, posto al piano superiore, in cui si dormiva. In questo edificio si fermò pure l’ingegnere irlandese Robert Mallet (oggi considerato il “padre” della moderna sismologia), durante il suo viaggio in Italia per studiare gli effetti del tremendo terremoto del 1857. Vedremo tutto lasciando l’atmosfera della conteporaneità ed immergendoci in quella dell’800! Piccoli paesi delle aree interne del nostro Meridione che per secoli hanno dato ospitalità e ristoro a viaggiatori, militari, funzionari di stato, staffette postali e ai numerosi aristocratici che nel Settecento si recavano in visita nei luoghi del “Grand Tour”, attraversando territori che all’epoca erano sconosciuti e impervi, su cui si tramandavano racconti di fatti misteriosi e cruenti.
E’ proprio questa la via percorsa dall’esercito tedesco in ritirata durante la Seconda Guerra mondiale, inseguito dalle truppe alleate. Quella su cui viaggiavano gli emigranti per imbarcarsi da Napoli e partire per le Americhe. E’ la stessa via percorsa prima da Pisacane e poi da Garibaldi durante l’epopea risorgimentale. L’arteria lungo la quale si muovevano le truppe piemontesi per attuare l’aspra repressione del brigantaggio. Prima ancora la percorse Carlo V d’Asburgo, nel suo viaggio trionfale di rientro dalla celebre crociata in territorio africano. Poi Giuseppe Bonaparte, Gioacchino Murat, il Cardinale Ruffo a capo dell’esercito della Santa Fede e tantissimi altri.
Con questo Press Tour, faremo conoscere con più vigore le bellezze, la storia, le antichissime tradizioni di ospitalità e accoglienza di questi luoghi. Ci rivolgeremo a tutti gli appassionati di storie sorprendenti e dimenticate, ai sostenitori del rispetto del paesaggio e della sua integrità, ai cultori dei sapori genuini e intensi della tradizione gastronomica meridionale ed a tutti gli amanti di quei racconti che aiutano a riscoprire l’identità di un popolo gentile, troppo spesso dimenticato. Dal Duca di Monterey con l’epitaffio dell’eruzione del 1631 alle tappe del Gran Tour dell’800 ma anche dalle Ville del Miglio d’Oro ai ponti romani, alla Consolare dell’Antica Roma che collegava Napoli a Milano, alla Strada Regia costruita nell’800. Ed ancora dalle Grotte di Pertosa alle Basiliche Paleocristiane sulla Strada Regia e dalla Certosa di Padula al borgo medievale di Auletta.
Lungo la Strada Regia delle Calabrie è possibile ripercorrere le tappe del Grand Tour di fine Settecento, vedere i paesaggi descritti nei diari di viaggio di Goethe, Swinburne, dell’abate di Saint-Non e di lord Byron. Riscopriremo luoghi carichi di storia e borghi dimenticati, seguendo l’esatto tracciato riportato sulle mappe che guidavano i viaggiatori dell’epoca!”.
Sarà un trionfo di patrimonio culturale mai visto e mostrato alla stampa!
Per interviste:
Luca Esposito – architetto – Referente Archeoclub D’Italia per la Strada Regia delle Calabrie – autore della ricerca durata 8 anni – Tel 349 096 3060.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale Archeoclub D’ Italia – Tel 392 596745
