Dal 12 al 15 Giugno in Campania la Strada Regia delle Calabrie. Visita al Parco Archeologico di Ercolano e non solo!
Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo.
Comunicato Stampa
Più di 60 richieste di accredito stampa la Press Tour voluto da Archeoclub d’Italia sulla Strada Regia delle Calabrie.
Luca Esposito (Referente Programma di valorizzazione dei Borghi della Strada Regia delle Calabrie ed autore dell’attività di ricerca storica): ” Ringraziamo davvero tutta la stampa. Saremo in visita al Parco Archeologico di Ercolano, dove verremo accolti dal direttore, dagli archeologi che faranno il quadro anche sulle ultime novità. Poi vedremo il Palazzo Reale di Portici, ma conosceremo forse per la prima volta il tratto storico della Strada Regia delle Calabrie nel cuore di Salerno. Saremo alle porte della Costiera Amalfitana, a Cava de’ Tirreni dove assisteremo alla disfida dei Trombonieri che rievoca l’assedio di Ferrante D’Aragona avvenuto nel ‘400, saremo alla Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, candidato a patrimonio Unesco. Entreremo piano, piano nella parte non conosciuta della Strada Regia delle Calabrie con gli Epitaffi del ‘700, la Consolare Romana di 2000 anni fa, le Taverne del Gran Tour, le osterie d’epoca romana, i luoghi di Cicerone, le cucine antiche della Certosa di Padula, i borghi medievali del Cilento, ma navigheremo anche un fiume sotterraneo. Uno studio divenuto Press Tour grazie ad Archeoclub d’Italia, Regione Campania e Anci”.
C’è un luogo in Italia dove è possibile navigare nel sottosuolo entrando in Grotte risalenti a 35 milioni di anni fa. La stampa potrà andarci con il Press Tour in programma dal 12 al 15 Giugno.
Questo geosito di grande valore è sulla Strada Regia delle Calabrie.
Il Battistero Paleocristiano di Nocera candidato a Patrimonio Unesco. La stampa lo visiterà con il primo Press Tour sulla Strada Regia delle Calabrie in programma dal 12 al 15 Giugno, in Campania.
E c’è nel cuore interno del Cilento, quasi ai confini con la Basilicata, un’opera ingegneristica straordinaria.
Raffaele Boninfante (Archeoclub D’Italia sede Alburni): ” Sulla Strada Regia delle Calabrie c’è una delle opere di ingegneria più importanti, complesse, imponenti che siano state mai realizzate in Italia. Si tratta del Ponte di Campostrino di metà 700, realizzato persino con piccole cappelle e 27 arcate. E’ nel cuore profondo del Parco Nazionale del Cilento. Un’opera che costò 600.000 ducati e alla quale è legata una grande storia”.
Nel cuore delle Grotte di Pertosa e Auletta un vero tuffo nella storia!
A Cava de’ Tirreni la disfida dei trombonieri. Una rievocazione medievale con abiti d’epoca e sbandieratori tra i più famosi d’Italia al borgo Scacciaventi, i figuranti saranno 1000 in costumi antichi.
Dal parco archeologico di Ercolano al cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, passando per palazzi reali e ville settecentesche, antiche stazioni postali ancora intatte ed in piena natura, le scritte in latino di benvenuto ai viandanti del Gran Tour.
Ed ancora la Basilica Paleocristiana di Nocera Superiore, ma anche la Certosa di Padula con le antiche cucine.
“Sulla Strada Regia delle Calabrie c’è una delle più imponenti e meravigliose opere ingegneristiche mai realizzate ed è il Ponte di Campostrino dove la stampa italiana ed estera saranno a Giugno per un’ampia visita dei luoghi più significativi, importanti e belli, da scoprire sull’antica strada che ha più di 2000 anni di storia.
Il Ponte di Campostrino è uno straordinario capolavoro di ingegneria di metà ‘700 e con arcate ardite supera la profonda gola del Vallo di Diano, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Il “salto” tra la Valle del Tanagro in basso e il Vallo di Diano in alto viene superato, lungo l’antica via Regia, mediante un maestoso ponte, il ponte di Campestrino (o Campostrino, com’è comunemente chiamato). Si tratta di una costruzione che denota una certa capacità ingegneristica. Oltre al ponte vero e proprio si può parlare di un sistema di ponti, che scavalca la gola di Campestrino e che congiunge il territorio di Polla (la porta nord del Vallo di Diano) ai comuni di Pertosa e Auletta. Prima di giungere al ponte, infatti, ci sono da percorrere cinque tornanti, di cui tre sostenuti da strutture portanti. La costruzione dell’opera si inserisce in un più ampio progetto di bonifica del Vallo di Diano affidato all’ingegnere Pollio, mel ‘700, che a sua volta diede l’incarico del ponte ad un suo progettista. Costui immaginò di tagliare, anziché aggirare, il burrone di Campestrino: la prima parte dell’opera fu però la realizzazione dei tornanti, che consentissero di superare il dislivello di altezza”. Lo ha affermato Raffaele Boninfante, Consigliere Archeoclub D’Italia di Nocera.
E straordinaria è la storia del Ponte ma come sono spettacolari i panorami dei quali sono parte anche piccole cappelle realizzate sul ponte.
Era la strada che vide un affluire di militari, di maestri forestieri addetti alla costruzione della Strada Regia delle Calabrie, l’autostrada dell’epoca. Un’opera difficile e complessa che costò la cifra astronomica di 600.000 ducati. Ben 27 arcate!
“La seconda parte del progetto fu la realizzazione del ponte vero e proprio, composto da archi e contrafforti che lo rendessero il più possibile solido, in maniera tale da scavalcare la gola. I tornanti sono sostenuti da dei poderosi terrazzamenti in muratura, di cui tre presentano al centro un arco; se visti dal basso, due sono perfettamente allineati tra di loro quasi a formare un cannocchiale. Il ponte invece, lungo settanta metri, si eleva su un burrone di notevole profondità ricoperto da fitta vegetazione. Affacciandosi dall’alto sia a destra che a sinistra le pareti rocciose scendono giù a strapiombo. Il ponte ha sette contrafforti per lato – ha continuato Boninfante – quattordici in tutto, alternati a degli archi in maniera tale da assicurare solidità e resistenza. In tutto le arcate sono ventisette. A Polla fu in quel periodo tutto un affluire di militari, di forzati e di maestri forestieri addetti alla costruzione della strada che metteva a dura prova la fibra delle squadre con la faticosa opera del ponte gettato sul burrone e delle 9 giravolte necessarie per superare lo sprone di Campestrino.
La costruzione del ponte, cominciata nel 1785, costò una cifra spropositata per l’epoca, ossia seicentomila ducati. Si dice che quando nel 1788 Ferdinando IV venne a controllare lo stato dei lavori, si lamentasse molto sia dell’itinerario scelto sia della somma di denaro versata. Le critiche furono tali e tante che il progettista del ponte si suicidò, lanciandosi nel vuoto dallo stesso ponte che aveva costruito. La notizia è riportata da Giuseppe Albi-Rosa, scrittore di Polla autore di un volume sul Vallo. Ma si racconta anche un’altra storia, e cioè che il Re, non contento dell’opera realizzata, per il suo esorbitante costo, diede ordine di elevare un cippo, su cui fece esporre la testa mozzata del progettista, quale monito, affinché nessuno osasse provare in futuro a spillargli denari. Il cippo è ancora ben visibile in loco”.
La Strada Regia delle Calabrie sarà protagonista del Press Tour in programma dal 12 al 15 Giugno! Visita al Parco Archeologico di Ercolano.
“Più di 60 richieste di accredito dalla stampa straniera e dalla stampa italiana. La Strada Regia delle Calabrie è una proposta nuova, inedita, alla quale siamo arrivati dopo uno studio sul territorio durato ben 8 anni e durante i quali ho personalmente percorso a piedi più di 200 Km – ha affermato Luca Esposito, storico delle cartografie borboniche, Referente Archeoclub d’Italia per il programma di valorizzazione dei Borghi della Strada Regia delle Calabrie ed autore dell’attività di ricerca – ritrovando le antiche stazioni di posta del tempo, addirittura antiche osterie romane e in qualche caso è possibile persino scorgere le pentole come vennero lasciate all’epoca. Ma abbiamo ritrovato e documentato luoghi originali come ad esempio la sorgente dove Cicerone si fermò per bere ed anche quella della Regina Margherita. In quei luoghi oggi sorgono delle fontane maestose, in aperta vegetazione, nel cuore della natura. Abbiamo ritrovato l’ultima pietra miliare rimasta nel Cilento, le taverne del Gran Tour, i luoghi che hanno ospitato personaggi della storia e scrittori importanti. Saremo nei luoghi dell’irlandese Robert Mallet (oggi considerato il “padre” della moderna sismologia), alla Consolare Romana, entreremo e vedremo i borghi medievali del Cilento, ma anche la Certosa di Padula.
Ad Ercolano saremo accolti dal Direttore del Parco Archeologico e dagli archeologi che faranno un quadro sulle ultime scoperte e non è escluso che si possano vedere scoperte inedite. A Cava de’ Tirreni assisteremo alla disfida storica dei Trombonieri di Cava, tutta in costumi d’epoca e militari d’epoca. L’evento rievoca lo storico assedio angioino del 1460 con un Grandioso Corteo Storico di ben 1000 figuranti che sfileranno lungo il Porticato del borgo Scacciaventi. Sarà un momento coinvolgente con immersione nella storia. Un evento nell’evento. A Nocera Superiore visiteremo il Battistero di Santa Maria Maggiore candidato a Patrimonio Unesco. Poi saremo alla Certosa di Padula per entrare nelle antiche cucine. Navigheremo un fiume sotterraneo ed accadrà nelle Grotte di Pertosa – Auletta. Sarà un vero spettacolo di emozioni nel cuore di un geosito importante. Saremo nelle viscere della Terra! “.
Il Parco Archeologico di Ercolano con le recenti scoperte, le Ville del Miglio D’Oro, il Palazzo Reale di Portici ma a Cava de’ Tirreni ci sarà la disfida dei trombonieri. Una rievocazione medievale con abiti d’epoca e sbandieratori tra i più famosi d’Italia. La stampa avrà una postazione privilegiata.
Ponti romani, le più imponenti opere di ingegneria di epoca ottocentesca ma anche romana, taverne, osterie del Gran Tour di fine ‘700 ma anche di epoca romana, palazzi reali, borghi medievali, sono sulla Strada Regia delle Calabrie.
Nell cuore della bellezza come ad esempio il Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, nell’entroterra campano
“Esistono monumenti che sembrano non conservare rapporti con il paesaggio dove secoli prima vennero progettati. Chiese, palazzi, giardini, singoli alberi, archi o fontane spesso in apparenza risultano fuori contesto pur conservando tutta la forza del loro significato. Un esempio grandioso è la cosiddetta Rotonda di Nocera – Immagini dal Paradiso, ovvero il Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore, un eccezionale monumento della Campania cristiana. Al tramonto, la sua cupola, quasi taglia il cordone che la lega al tamburo sottostante sopra gli archivolti e si libra in aria.
Il Battistero di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore, è candidato a patrimonio UNESCO, l’iter è stato avviato. Si tratta di uno dei più importanti e imponenti esempi di architettura paleocristiana in Italia, ancora leggibile nella sua spazialità originaria. Tutta la stampa potrà visitare il Battistero in occasione del primo Press Tour sulla Strada Regia delle Calabrie – ha annunciato Gianluca Santangelo, archeologo, Segretario della sede Archeoclub D’Italia sede di Nuceria Alfaterna – in programma dal 12 al 15 Giugno. Costruito nel VI secolo all’interno dell’antica Nuceria, nel salernitano, sorge su strutture romane preesistenti con mosaici del II-III secolo. Di pianta circolare, è caratterizzato da una cupola sostenuta da quindici coppie di colonne e da una grande vasca battesimale di forma ottagonale. L’uso di materiali di reimpiego, armonizzati con precisione con quelli paleocristiani, e la cura degli spazi testimoniano un progetto unitario, espressione di una delle testimonianze più significative dell’Italia tardoantica. E’ il Battistero sopravvissuto all’eruzione del Vesuvio del 1944, anche se venne comunque danneggiato e poi restaurato. Il monumento conserva ancora affreschi medievali e moderni e importanti elementi decorativi di epoca longobarda. Recentemente il comune di Nocera Superiore ha avviato un percorso ufficiale per la candidatura del sito alla lista UNESCO, approvando uno specifico atto di indirizzo per l’inserimento nella Tentative List con l’obiettivo di accrescerne la notorietà a livello internazionale e di promuovere una più efficace valorizzazione del complesso”.
La terza e la quarta giornata del Press Tour saranno dedicate alla visita di alcune delle famose taverne che, fin dall’epoca romana, ospitarono i viaggiatori, i corrieri, le staffette militari che percorrevano la Strada Regia delle Calabrie:
A Postiglione, nel Cilento, vedremo la “Taverna della Duchessa” storico nodo di transito e di sosta, presente già sulle prime mappe stradali del 1400. Qui sorgeva anche una stazione di posta dove avveniva il cambio dei cavalli (la parola “posta” che oggi comunemente usiamo per la corrispondenza, prende origine dal “posto” nella stalla in cui veniva sistemato il cavallo). L’edificio si trova isolato in una pittoresca campagna ai piedi dei monti Alburni ed è sorprendente perchè conserva ancora le forme originali: ci sono le stalle per i cavalli, l’ufficio del “maestro di posta”, un locale in cui si mangiava e un altro, posto al piano superiore, in cui si dormiva. In questo edificio si fermò pure l’ingegnere irlandese Robert Mallet (oggi considerato il “padre” della moderna sismologia), durante il suo viaggio in Italia per studiare gli effetti del tremendo terremoto del 1857. Vedremo tutto lasciando l’atmosfera della contemporaneità ed immergendoci in quella dell’800!”.
La Via delle Taverne, i punti di ristoro del tempo lungo la strada del tempo!
Dal Duca di Monterey con l’epitaffio dell’eruzione del 1631 alle tappe del Gran Tour dell’800 ma anche dalle Ville del Miglio d’Oro ai ponti romani, alla Consolare dell’Antica Roma che collegava Napoli a Milano, alla Strada Regia costruita nell’800. Ed ancora dalle Grotte di Pertosa alle Basiliche Paleocristiane sulla Strada Regia e dalla Certosa di Padula al borgo medievale di Auletta.
Lungo la Strada Regia delle Calabrie è possibile ripercorrere le tappe del Grand Tour di fine Settecento, vedere i paesaggi descritti nei diari di viaggio di Goethe, Swinburne, dell’abate di Saint-Non e di lord Byron. Riscopriremo luoghi carichi di storia e borghi dimenticati, seguendo l’esatto tracciato riportato sulle mappe che guidavano i viaggiatori dell’epoca!
Sarà un trionfo di patrimonio culturale mai visto e mostrato alla stampa!
Per interviste:
Luca Esposito – architetto – Referente Archeoclub D’Italia per la Strada Regia delle Calabrie – autore della ricerca durata 8 anni – Tel 349 096 3060.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
