A Pisa la chiesa di San Sisto, una delle più antiche, dedicata a Papa Sisto II e fondata dopo la vittoriosa spedizione compiuta nel 1087 nel giorno della festa del santo, il 6 agosto, insieme con Genovesi, Amalfitani e Romani, contro le città ora tunisine di al-Mahdiya e Zawila.
In Abruzzo, nel borgo di Fossacesia, c’è la Chiesa rurale di San Silvestro tappa del Cammino della Pace.
Al via la XXXIIesima edizione di Chiese Aperte, riflettori su luoghi francescani ma anche sul patrimonio colpito dai recenti terremoti.
Domani Venerdì 8 Maggio – ore 17 e 30 – Saloe della Prefettura di Chieti – presentazione del progetto di restauro della Chiesa di San Francesco danneggiata dal terremoto del 2009. La presentazione sarà a cura dei funzionari Federico Giannini, storico dell’arte e Emanuela Criber,funzionario architetto unitamente all’Ing.Antonio Di Carlo, alla presenza del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino e della Soprintendente SABAP CH PE Chiara Delpino, seguiranno le conferenze dei Funzionari.
Chiese Aperte – Domenica 10 Maggio – con apertura inedite nel nome di San Francesco!
Giuseppe La Spada (Presidente Archeoclub D’Italia sede di Chieti): ” In concomitanza con l’avvio dei lavori di restauro in accordo con la Prefettura di Chieti e con la SABAP Chieti, domani sarà presentato il progetto alla presenza del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino e della Soprintendente SABAP CH PE Chiara Delpino, seguiranno le conferenze dei Funzionari. L’evento rientra in Chiese Aperte 2026″.
E in Sicilia!
Rosanna Trovato (Presidente Archeoclub D’Italia sede Area Integrata dello Stretto): “Assisi ha la Chiesetta della Porziuncola, tanto cara a San Francesco, e Messina ha l’Ospizio di Pistunina , sempre attivo dal 1565, una piccola chiesa che sorge alla periferia sud di Messina all’interno di “Fondo Villa Pugliatti”, un fondo agricolo di proprietà privata con un bellissimo agrumeto di interesse storico ed etnoantropologico di particolare importanza. Domenica 10 Maggio la vedremo”.
A Cefalù!
Stefania Randazzo (Presidente Archeoclub D’Italia sede di Cefalù): ” Avremo gli Itinerari francescani in collaborazione con la diocesi di Cefalù.
L’itinerario che dalla Chiesa dell’Itria nelle vicinanze della scogliera arriva alle due maggiori Chiese fuori le mura,la chiesa di San Pasquale e la Chiesa di San Francesco con il suo chiostro svela percorsi di fede e di devozione legati alla cultura francescana. La Chiesa San Pasquale costruita dai frati francescani riformati nel XVII secolo, al suo interno si conserva la grande custodia eucaristica di legno intarsiato e numerose opere lignee e dipinte. Saremo alla Chiesa di Sant’Antonio da Padova presso il convento minorita di San Francesco con il suo chiostro . Proprio nel chiostro si trova un albero di arancio secondo la tradizione piantato da Sant’Antonio e nella chiesa tra le tante una delle opere in terracotta più importanti, il crocifisso di scuola toscana attribuito alla cerchia del Verrocchio unico per qualità e dimensioni”.
Francesca Crea (Vice Presidente Archeoclub d’Italia sede Area Integrata dello Stretto): ” A Reggio Calabria “apriremo alla conoscenza” la Chiesa di San Giorgio al Corso, nota come “Tempio della Vittoria” poiché venne completata nel 1935 per commemorare proprio la Vittoria nella Prima Guerra Mondiale. Il portone in legno è contornato da una grande cornice che nel marmo riproduce, un pò stilizzate e in bassorilievo, alcune scene di guerra e i luoghi sacri dove si immolarono le giovani vite dei soldati reggini: Isonzo, Carso, Monte Grappa, Piave”.
Fiorella Paino – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Marca di Camerino, nelle Marche): ” La prima tappa, in mattinata, sarà dedicata all’ex-chiesa di San Francesco, danneggiata dal sisma è una tra le prime (1228) ad essere dedicate a San Francesco subito dopo la sua canonizzazione, e costruita con le donazioni del popolo. Nel pomeriggio tappa al Monastero di Santa Chiara dove nella piccola chiesa, costruita dopo il sisma, ai piedi del Crocifisso dell’Indivini (XV sec,) racconteremo la storia di Santa Camilla Battista da Varano”.
E attraverso le chiese conosceremo ad esempio i borghi di Morro D’Oro, di Guardiagrele, di Brucoli.
Nazarena Acquaroli – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Morrovalle, nelle Marche): ” Saremo al convento di San Francesco a Morrovalle, situato fuori dalle mura cittadine. Nel 1560 un incendio distrusse la chiesa, ma tra le rovine furono ritrovati intatti oggetti sacri, tra cui l’ostia consacrata”..
Walter Vittorio Massimo Di Pierro – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Lucera, in Puglia: ” Visiteremo la Casa natale di San Francesco Antonio Fasani, a Lucera”.
In Campania a Cava de’ Tirreni
Paolo Landi – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Cava de’ Tirreni, in Campania: ” Una chiesa ipogea con testimonianze d’epoca romana”.
Al secolo Donato Antonio Giovanni Nicolò (1681–1742) – Walter Vittorio Massimo Di Pierro, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Lucera, in Puglia – il Fasani entrò nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali assumendo il nome di Francesco Antonio e conseguendo il titolo di “Padre Maestro”, poi divenuto il suo appellativo popolare. Predicatore, teologo e ministro provinciale, svolse gran parte del suo ministero a Lucera, distinguendosi per l’attenzione ai poveri e per la vita austera di preghiera e carità, che gli valse la fama di “San Francesco redivivo”.
Il raduno è previsto presso la Casa natale del Santo, in via Torretta; sarà possibile visitare anche la Basilica di San Francesco. Nei due luoghi saranno presenti i soci dell’Archeoclub per fornire notizie e spiegazioni.
Le visite si svolgeranno in due turni, alle ore 10:00 e 11:30, con partecipazione gratuita e senza prenotazione
Il convento di San Francesco a Morrovalle, situato fuori dalle mura cittadine, fu abitato fin dai primi tempi dai francescani, inizialmente in un eremo chiamato “del Coppo”. Verso la fine del Trecento – ha affermato Nazarena Acquaroli, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Morrovalle, nelle Marche – il comune costruì un nuovo convento per migliorare le condizioni dei frati. Nel 1560 un incendio distrusse la chiesa, ma tra le rovine furono ritrovati intatti oggetti sacri, tra cui l’ostia consacrata.
” Domani a Chieti, in Abruzzo, Venerdì 8 Maggio, presentazione del progetto di restuaro della chiesa di San Francesco al corso, danneggiata dal terremoto del 2009. A Chieti, Venerdì 8 Maggio, conferenza dedicata alla Chiesa di San Francesco al corso chiusa per i danni del terremoto del 2009; in concomitanza con l’avvio dei lavori di restauro in accordo con la Prefettura di Chieti e con la SABAP Chieti – Pescara si presenta il progetto a cura dei funzionari Federico Giannini, storico dell’arte e Emanuela Criber,funzionario architetto unitamente all’Ing.Antonio Di Carlo.La conferenza si svolgerà presso il salone della Prefettura di Chieti l’8 maggio a partire dalle 17,30, alla presenza del Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino e della Soprintendente SABAP CH PE Chiara Delpino, seguiranno le conferenze dei Funzionari.
La chiesa di San Francesco D’Assisi detta “al Corso” per la sua posizione urbanistica o anche “della scarpa” in virtù della presenza dei francescani conventuali, è la chiesa più importante di Chieti dal punto di vista storico, artistico ed architettonico, dopo l’attigua cattedrale di San Giustino.
È preceduta da un’ampia scalinata, seconda chiesa maggiore della città. Risale al XIII secolo, ma è stata ampiamente modificata nel XVII secolo, con il presbiterio del 1699. La facciata di medievale possiede solo il rosone a raggi, sormontato da un classico finestrone settecentesco. Il portale è in pietra bianca con decorazioni classicheggianti. L’interno a navata unica possiede stucchi di Giovanni Battista di Gianni, che decorò con stucchi la cappella di santa Caterina. Le tele sono di Giovanni Battista Spinelli e Ercole Graziani. La chiesa all’esterno è riconoscibile per il classico cupolone
Ha subito gravi danni nel terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, e dopo questo evento catastrofico è ancora inagibile”. Lo ha affermato Giuseppe La Spada, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Chieti , alla vigilia della Trentaduesima Edizione di Chiese Aperte, in programma Domenica 10 Maggio in tutta Italia ed organizzata da Archeoclub D’Italia.
In Sicilia ad esempio a Messina dove sarà possibile visitare l’Ospizio di Pistunina. La piccola chiesa sorge in un fondo agricolo privato con un bellissimo agrumeto di interesse storico ed etnoantropologico di particolare importanza
“Assisi ha la Chiesetta della Porziuncola, tanto cara a San Francesco, e Messina ha l’Ospizio di Pistunina , sempre attivo dal 1565 – ha dichiarato Rosana Trovato Presidente di Archeoclub d’Italia sede Area Integrata dello Stretto – ed è una piccola chiesa che sorge alla periferia sud di Messina all’interno di “Fondo Villa Pugliatti”, un fondo agricolo di proprietà privata con un bellissimo agrumeto di interesse storico ed etnoantropologico di particolare importanza. Quest’anno, che la manifestazione “Chiese Aperte” è dedicata al ricordo di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte, abbiamo voluto “aprire alla conoscenza” una chiesetta storica, dedicata al Santo, ma poco conosciuta. P. Bonaventura da Troina, nella sua Breve ma certa veridica notizia, parlando della fondazione del primo convento dei Cappuccini di Messina, racconta che nel 1565, essendo Generale P. Evangelista da Cannobio e Provinciale P. Giovanni Maria da Tusa, fu preso dai Frati l’ospizio della Furia vicino ai casali di Pistunina e Tremesteri in una chiesola chiamata di S. Nicolò la Rina, che era del monastero dei padri benedettini di S. Placido, e prima serviva di parrocchia a quei casali, ma essendovi fabbricate altre chiese, fu abbandonata. Accanto alla chiesa i frati avevano fabbricato alcune stanzette e vi dimoravano i cercatori dei casali. Anche nel Dizionario Topografico della Sicilia di Vito Amico (vol. II,373) leggiamo: Pistunina, altrimenti Pistunà, “ivi si hanno i cappuccini una casa di ospizio”. Dopo la soppressione degli Ordini Religiosi del 1866, anche l’Ospizio di Pistunina fu incamerato dal Governo, ma i Frati Cappuccini continuarono a rimanervi come Cappellani. L’ultimo di essi fu il P. Giambattista Fabiano da Catania, che vi rimase fino al 1968. La chiesetta, intitolata a San Francesco d’Assisi, fu distrutta dal terremoto del 1908; venne ricostruita nel 1913 e l’anno successivo si ricostruì il piccolo Ospizio. Di recente sono stati effettuati interventi di conservazione. Si può ammirare il portale tardo cinquecentesco caratterizzato dal rilievo con La vergine tra San Nicola e San Pietro, in atto visibile sulla semplice facciata, e all’interno un dipinto settecentesco di ignoto pittore messinese raffigurante La Vergine che porge il Bambino a San Felice da Cantalice (1750-1760ca.). La Chiesetta, oggi si presenta ancora nella sua antica struttura, quasi ignorando le manie del moderno che a volte hanno deturpato i nostri luoghi ed è la sede della più fiorente Fraternità dell’OFS che la Provincia monastica dei Cappuccini di Messina ha. Un folto gruppo di Terziarie Francescane con spirito di abnegazione, con generosità e devozione autogestiscono e fanno vivere la Chiesetta, tenendola netta ed adorna di quanto serve alla devozione e al decoro del luogo e noi di Archeoclub siamo grati alla loro generosa disponibilità. I Soci di Archeoclub Area Integrata dello Stretto accoglieranno i visitatori che saranno guidati alla conoscenza della chiesetta dagli studenti dell’Istituto Collegio S. Ignazio di Messina, per l’occasione «apprendisti ciceroni», coordinati dal Prof. Giacomo Sorrenti. Dopo la celebrazione eucaristica delle ore 9.00, la visita della chiesetta potrà essere effettuata fino alle ore 13.00”.
Ed ancora in Sicilia, a Cefalù!
“Itinerari francescani a Cefalù. L’Archeoclub d’Italia sede di Cefalù in collaborazione con la diocesi di Cefalù in occasione della manifestazione nazionale Chiese aperte 2026 ha programmato un itinerario dedicato ai luoghi legati alla figura di San Francesco e del suo Ordine.
L’itinerario che dalla Chiesa dell’Itria nelle vicinanze della scogliera arriva alle due maggiori Chiese fuori le mura,la chiesa di San Pasquale e la Chiesa di San Francesco con il suo chiostro – ha affermato Stefania Randazzo, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Cefalù – svela percorsi di fede e di devozione legati alla cultura francescana e mette in evidenza la genesi dei luoghi restituendone così una corretta lettura . Il fulcro dell’attività di conoscenza è la visita guidata da Don Pietro Piraino, direttore dell’Archivio Storico Diocesano che introdurrà i visitatori alla storia della chiesa dell’Itria e della vicina infermeria dei Frati Cappuccini oggi edifici con storie diverse dopo la soppressione degli ordini religiosi.
L’itinerario toccherà quindi la Chiesa San Pasquale costruita dai frati francescani riformati nel XVII secolo, al suo interno si conserva la grande custodia eucaristica di legno intarsiato e numerose opere lignee e dipinte, e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova presso il convento minorita di San Francesco con il suo chiostro . Proprio nel chiostro si trova un albero di arancio secondo la tradizione piantato da Sant’Antonio e nella chiesa tra le tante una delle opere in terracotta più importanti, il crocifisso di scuola toscana attribuito alla cerchia del Verrocchio unico per qualità e dimensioni. Anche quest’anno la manifestazione “Chiese aperte “ si rivela come un importante strumento di crescita culturale per i Soci e per la comunità”.
E Chiese Aperte sarà anche in Calabria.
Ad esempio a Reggio Calabria sarà possibile vedere il Tempio della Vittoria.
“A Reggio Calabria “apriremo alla conoscenza” la Chiesa di San Giorgio al Corso, nota più comunemente come “Tempio della Vittoria” poiché venne completata nel 1935 per commemorare proprio la Vittoria nella Prima Guerra Mondiale – ha dichiarato Francesca Crea Vice Presidente di Archeoclub d’Italia sede Area Integrata dello Stretto – e infatti il portone in legno è contornato da una grande cornice che nel marmo riproduce, un pò stilizzate e in bassorilievo, alcune scene di guerra e i luoghi sacri dove si immolarono le giovani vite dei soldati reggini: Isonzo, Carso, Monte Grappa, Piave, … La Chiesa di San Giorgio al Corso è nota nei secoli con diverse denominazioni: San Giorgio Intra Moenia (distinta da San Giorgio Extra Moenia), San Giorgio de Gulpheriis, San Giorgio in la Judeca (poiché sorgeva nel quartiere ebraico) e in ultimo Tempio della Vittoria. Eretta Parrocchia nel 1596 dall’arcivescovo Annibale D’Afflitto, fu distrutta dal terremoto del 1908. Ricostruita secondo il progetto dell’architetto Camillo Autore, fu consacrata nel 1935, alla presenza del Principe Umberto di Savoia. L’attuale edificio ha facciata dominata da un portale monumentale sormontato da una grande vetrata raffigurante San Giorgio che uccide il drago. Nel portale e ai suoi lati sono rilievi aventi per soggetto scene della prima Guerra mondiale con il nome dei luoghi delle principali battaglie. Ha pianta a navata unica con volte a botte e quattro cappelle per lato, tra le quali quella del Crocefisso concepita come cappella dedicata ai Caduti. Nel catino absidale è un mosaico con Gesù Cristo seduto fra sei angeli; in basso è raffigurato San Giorgio con ai lati i Quattro evangelisti, San Pietro e San Paolo. Ai lati della navata le moderne statue di San Giuseppe col Bambino, dell’Immacolata, di Sant’Anna e la Madonna Bambina, un busto di San Giorgio ed un dipinto ottocentesco raffigurante la Madonna del Rosario”.
Nelle Marche attenzione concentrata su Camerino, area duramente colpita dal terremoto del 2016. Tappa all’ex chiesa di San Francesco del 1228, danneggiata dal terremoto e tra le prime chiese ad essere dedicate al Santo di Assisi!
“In occasione dell’Ottavo Centenario della Morte di San Francesco, la nostra sede dedica la 32° edizione di CHIESE APERTE al santo d’Assisi con un itinerario tra i luoghi francescani di Camerino, ‘città francescana, fra storia, arte e natura.
La prima tappa, in mattinata, sarà dedicata all’ex-chiesa di San Francesco, per raccontarne la storia e l’arte. La chiesa, danneggiata dal sisma è una tra le prime (1228) ad essere dedicate al santo – ha affermato Fiorella Paino, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Marca di Camerino – subito dopo la sua canonizzazione, e costruita con le donazioni del popolo.
Nel pomeriggio tappa al Monastero di Santa Chiara dove nella piccola chiesa, costruita dopo il sisma, ai piedi del Crocifisso dell’Indivini (XV sec,) racconteremo la storia di Santa Camilla Battista da Varano, mistica e autrice di splendidi scritti che preferì alla vita di corte quella delle Sorelle Povere di Santa Chiara.. Si prosegue poi verso il Convento di Renacavata, immerso nel verde e nella natura, a pochi km da Camerino e posto lungo l’Antica Via Romano-Lauretana.
Casa madre dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, l’antico convento racconta la storia rocambolesca della nascita dell’Ordine e conserva nella piccola chiesa una splendida pala invetriata del XVI secolo. Seguirà una visita al Museo cappuccino che conserva una collezione di antichi tabernacoli realizzati da artisti cappuccini, oggetti sacri degni della migliore arte ebanista”.
A Morrovalle visita al convento di San Francesco.
“Il convento di San Francesco a Morrovalle, situato fuori dalle mura cittadine, fu abitato fin dai primi tempi dai francescani, inizialmente in un eremo chiamato “del Coppo”. Verso la fine del Trecento – ha affermato Nazarena Acquaroli, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Morrovalle, nelle Marche – il comune costruì un nuovo convento per migliorare le condizioni dei frati. Nel 1560 un incendio distrusse la chiesa, ma tra le rovine furono ritrovati intatti oggetti sacri, tra cui l’ostia consacrata. L’evento fu considerato miracoloso e Pio IV, dopo aver condotto le dovute verifiche, lo dichiarò autentico con una bolla ufficiale, concedendo indulgenze ai fedeli che visitavano la chiesa. Nei secoli successivi il complesso subì danni da terremoti e vari restauri. Durante il periodo napoleonico e poi con l’Unità d’Italia i frati furono allontanati e in seguito il convento fu venduto al conte Luigi Canale, che lo lasciò in stato di abbandono, trascurando il suo valore religioso. Dopo la sua morte, il complesso passò al comune, con destinazione ad asilo laico. In tempi recenti la struttura è stata restaurata e attualmente ospita un Auditorium ad uso della comunità. Descrizione del programma della manifestazione: apertura del convento (ore 10:30 – 18:00) con visite guidate gratuite. Verrà allestito anche un banchetto per la vendita di monografie pubblicate dall’Archeoclub d’Italia di Morrovalle sulla storia del Convento e sul Miracolo Eucaristico del 1560”.
Alla scoperta del Luoghi Francescani a Lucera, in Puglia! Visita alla casa natale di San Francesco Antonio Fasani.
“Una giornata dedicata al patrimonio storico, artistico e religioso legato alla spiritualità francescana.
L’iniziativa rientra nella XXXII edizione della manifestazione nazionale “Chiese Aperte”, che ogni anno valorizza luoghi di culto e siti religiosi spesso poco conosciuti.
L’edizione 2026 si inserisce in un duplice contesto celebrativo: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, nell’anno del Giubileo Francescano indetto da Papa Leone XIV, e il 40° anniversario della canonizzazione di San Francesco Antonio Fasani.
Al secolo Donato Antonio Giovanni Nicolò (1681–1742) – Walter Vittorio Massimo Di Pierro, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Lucera, in Puglia – il Fasani entrò nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali assumendo il nome di Francesco Antonio e conseguendo il titolo di “Padre Maestro”, poi divenuto il suo appellativo popolare. Predicatore, teologo e ministro provinciale, svolse gran parte del suo ministero a Lucera, distinguendosi per l’attenzione ai poveri e per la vita austera di preghiera e carità, che gli valse la fama di “San Francesco redivivo”.
Il raduno è previsto presso la Casa natale del Santo, in via Torretta; sarà possibile visitare anche la Basilica di San Francesco. Nei due luoghi saranno presenti i soci dell’Archeoclub per fornire notizie e spiegazioni.
Le visite si svolgeranno in due turni, alle ore 10:00 e 11:30, con partecipazione gratuita e senza prenotazione”.
Chiese Aperte in Campania. A Cava de’ Tirreni, nel salernitano, sarà possibile vedere una chiesa ipogea con testimonianze d’epoca romana.
“La XXXIIesima edizione di Chiese Aperte, organizzata da Archeoclub D’Italia è, dedicata quest’anno alla commemorazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni culturali e spirituali promosse per valorizzare il patrimonio francescano italiano, con particolare riferimento ai luoghi di culto, all’arte e alla storia ad esso collegati. Domenica 10 Maggio saremo presso la Chiesa di Santa Maria de Jesu, convento di San Francesco.
L’evento sarà aperto dall’accoglienza del Padre Guardiano Fra Pietro Anastasio, che introdurrà i partecipanti al significato spirituale e storico del complesso conventuale. La visita guidata offrirà un percorso attraverso la storia e i principali tesori della Chiesa di Santa Maria de Jesu – ha dichiarato Paolo Landi, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Cava de’ Tirreni – convento di San Francesco, fondata nel 1501 e profondamente legata alla vita civile e religiosa della città di Cava de’ Tirreni. Il complesso, noto anche come Santuario di San Francesco e Sant’Antonio, rappresenta uno dei più significativi esempi della tradizione francescana locale.
Nel corso dei secoli la Chiesa ha subito numerosi danni a causa dei terremoti, ma è stata sempre ricostruita e arricchita con nuove opere d’arte, divenendo un autentico scrigno di memoria storica e artistica. Tra gli elementi di maggiore rilievo si segnalano il portale cinquecentesco, la facciata settecentesca e le numerose cappelle gentilizie dedicate a San Francesco e Sant’Antonio.
Il percorso interno consente di ammirare importanti testimonianze artistiche, tra cui sculture lignee, dipinti seicenteschi e settecenteschi, altari in marmi commessi e opere attribuite a maestri dell’area napoletana. Di particolare interesse sono anche gli ambienti conventuali, con il refettorio, la sacrestia affrescata e il matroneo, dove sono custoditi la biblioteca storica e il museo con codici, argenti e paramenti sacri.
La chiesa inferiore conserva ulteriori testimonianze di grande valore, tra cui reperti di epoca romana, opere marmoree e dipinti di scuola napoletana e fiamminga, che documentano la straordinaria stratificazione storica del complesso”.
La visita sarà condotta dallo studioso Salvatore Milano, autore di un’importante monografia dedicata alla storia della Chiesa di Santa Maria de Jesu, convento di San Francesco, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di lettura storico-artistica delle principali opere e testimonianze del complesso francescano.
L’iniziativa è promossa e curata dalla sede locale di Archeoclub d’Italia – Archeoclub “La Cava”, con il coordinamento scientifico del Vice Direttore del Comitato Scientifico dell’Associazione Archeoclub Nazionale, professor Pino Foscari, che ne garantisce l’impostazione storico-scientifica e il rigore culturale.
Per interviste:
Giuseppe La Spada – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Lucera – Tel 339 – 148 4482.
Stefania Randazzo – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Cefalù – tel 339 – 4262255.
Paolo Landi – Presidente Archeoclub D’Italia – sede di Cava de’ Tirreni – Tel 393 – 9366150.
Walter Vittorio Massimo Di Pierro – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Lucera – Tel 338 – 102 9894.
Nazarena Acquaroli – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Morrovalle – Tel 338 – 9376511.
Fiorella Paino – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Marca di Camerino – Tel 339 – 360 2400.
Rosanna Trovato – Presidente Archeoclub D’Italia sede Area Integrata dello Stretto – Tel 320 – 057 0740.
Francesca Crea – Vice Presidente Archeoclub D’Italia sede Area Integrata dello Stretto – Tel 328 – 924 5859.
Fortunata Flora Rizzo, Vice Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia e referente evento – Chiese Aperte – – Tel 338 – 931 0216.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale Archeoclub D’ Italia – Tel 392 596745.
