Chiese Aperte – Domenica 10 Maggio – con aperture inedite!
A Manduria, in Puglia i 18 busti – reliquiari di Santi, trealizzati in botteghe napoletane. A Terracina chiesa e il convento di S. Francesco, insediati sui resti dell’antica acropoli, lungo l’Appia, risalgono al XIII sec. Si visiterà il convento, ristrutturato nell’800,adibito a ospedale civile fra il 1874 e il 1994. In Abruzzo c’è il borgo di Morro D’Oro con l’apertura in edita del convento con origine molto antiche, probabilmente legate al passaggio di San Francesco in Abruzzo nel XIII secolo. Faceva parte della Custodia aprutina della Provincia Pennese dell’Ordine francescano. In Calabria nel centro storico di Pizzo, apertura al pubblico della Chiesa Matrice di San Giorgio Martire che sorge nel cuore del centro storico di Pizzo, edificata il 15 marzo 1576 (come da bolla papale di Gregorio XIII).
Anna Maria D’Andria (Presidente Archeoclub D’Italia sede di Manduria in Puglia) : “A Manduria saremo nella chiesa di San Francesco . Si narra che vi fosse un oratorio che ricordava il passaggio di San Francesco di ritorno dall’Oriente. Suddetta chiesa è stata eretta con il complesso conventuale nel 1474”.
Venceslao Grossi (Presidente Archeoclub D’Italia sede di Terracina, nel Lazio) : “Vedremo il convento di S. Francesco, ristrutturato nell’800, fu adibito a ospedale civile fra il 1874 e il 1994”.
Riccardo D’Eustachio ( Presidente Archeoclub D’Italia sede di Notaresco, in Abruzzo) : “Saremo nel Borgo di Morro D’Oro. Saranno eccezionalmente aperti al pubblico due luoghi straordinari del patrimonio storico e religioso locale, per secoli amministrati dall’Ordine Francescano. Il programma della giornata prevede l’inizio delle visite alle ore 10:00 presso l’Ex Convento di Sant’Antonio, per poi proseguire presso l’Abbazia di Santa Maria di Propezzano”.
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Anna Murmura (Presidente Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia) : “Apriremo al pubblico la Chiesa Matrice di San Giorgio Martire che sorge nel cuore del centro storico di Pizzo, del 1576 (come da bolla papale di Gregorio XIII)”.
E attraverso le chiese conosceremo ad esempio i borghi di Morro D’Oro, di Guardiagrele, di Brucoli.
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“A Manduria saremo nella chiesa di San Francesco Domenica 10 maggio alle ore 18,30. Si narra che vi fosse un oratorio che ricordava il passaggio di San Francesco di ritorno dall’Oriente. Suddetta chiesa è stata eretta con il complesso conventuale nel 1474. Nel corso dei secoli, sia il complesso che la chiesa hanno subito diversi interventi, l’ultimo dei quali nel XVII secolo, per cui oggi la chiesa, a navata unica, si presenta come uno scrigno di opere d’arte. In particolare,la nostra attenzione sarà incentrata sui 18 busti/reliquiari di Santi che adornano il presbiterio. Essi sono collocati in altrettante nicchie, le quali sono decorate da colonnine tortili e disposte su due quinte convergenti verso il tabernacolo, secondo i dettami tridentini, in polemica con la Riforma protestante. I busti, particolarmente pregevoli, realizzati in botteghe napoletane, sono eseguiti con la tecnica dell’estofado de oro importata a Napoli dalla Spagna. Abbiamo scelto i reliquiari come oggetto del nostro evento, perché, anche se sono sotto i nostri occhi quotidianamente, solo pochi ne conoscono la storia e la particolare tecnica decorativa. La doratura infatti fu donata dal nobile spagnolo Gaspare Montesina in memoria del figlio, padre Teodoro Montesina, morto prematuramente. Essi saranno illustrati dalla prof. Patrizia Staffiero, docente dell’Accademia delle Belle Artidi Lecce. Ma nella chiesa c’è anche altro: al centro del presbiterio un Crocifisso, realizzato da fra Angelo da Pietrafitta poco dopo il 1693; lateralmente, una grande tela di Bernardino Azzolino (1621) seguita da un altareconuna bellissima statua lignea dell’Immacolata, di bottega napoletana, ritratta secondo l’iconografia francescana e, sugli altari laterali, statue lignee e in cartapesta leccese di San Francesco ed altri Santi francescani. Noi vedremo tutto questo in occasione di Chiese Aperte, Domenica 10 Maggio, a Manduria, in Puglia”. Lo ha affermato Anna Maria D’Andria, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Manduria, in Puglia.
Si svolgerà Domenica 10 maggio prossimo la XXXII edizione della manifestazione “Chiese Aperte” promossa dall’Archeoclub d’Italia. Quest’anno l’evento sarà dedicato al ricordo di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte, promuovendo la conoscenza e la fruizione di luoghi di culto o edifici conventuali francescani presenti nei nostri territori, ma anche a chiese di piccoli borghi e alle chiese danneggiate dai terremoti.
Il 10 Maggio verranno aperti ben 50 siti in tutta Italia.
Molti eventi anche nel Lazio. Ad esempio a Terracina il convento che venne adibito a ospedale civile tra il 1874 e il 1994.
“La chiesa e il convento di S. Francesco, insediati sui resti dell’antica acropoli, lungo l’Appia (oggi Via S. Francesco Vecchia), risalgono al XIII sec. L’originario complesso, nonostante le distruzioni dell’ultima guerra, è in gran parte conservato nelle sue strutture architettoniche di influsso cistercense. Il convento, ristrutturato nell’800, fu adibito a ospedale civile fra il 1874 e il 1994. La chiesa, di forme moderne, mostra i restauri contemporanei effettuati dopo il 1946. L’interno si presenta a navata unica con volta a botte ribassata. Il presbiterio, sopraelevato e coperto da una volta a vela ellittica con pennacchi di raccordo, è concluso da un coro quadrangolare con volta a crociera ogivale. Sia pur notevolmente modificata dagli interventi moderni, la chiesa di S. Francesco ha tuttavia conservato alcuni importanti caratteri della sua forma medievale originaria. Innanzitutto, le strutture in elevato interne – ha affermato Venceslao Grossi, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Terracina – relative sia ai massicci pilastri a sezione rettangolare che scandiscono la tripartizione del corpo longitudinale e la sequenza delle campate, sia al presbiterio e al coro, con il grande arco acuto centrale di separazione dalla navata, priva di transetto, la doppia campata dell’abside rettilinea, con volta a crociera ogivale, e la porta di collegamento con il chiostro e il convento. Essa ha conservato, inoltre, la struttura della torre campanaria, ubicata a destra del presbiterio, con pianta quadrata e copertura a cono. Da ultimo, sempre nel presbiterio, si trovano alcune parti dell’arredo liturgico superstite: una bifora archiacuta a muro, con labili affreschi, sul lato destro; un piccolo tabernacolo in pietra, sempre a muro, di forme gotiche sul lato sinistro; una lastra tombale, murata sulla parete destra, ma in origine terragna, con bassorilievo a figura intera e iscrizione riferita al frate guardiano Simeone, già sepolto nella chiesa”.
Conoscere i borghi attraverso le chiese. Ad esempio in Abruzzo Morro d’Oro, paesino di 3500 abitanti in provincia di Teramo. Saranno eccezionalmente aperti al pubblico l’Ex Convento di Sant’Antonio Abate con origini che sarebbero legate al passaggio di San Francesco in Abruzzo e l’Abbazia di Santa Maria di Propezzano.
“Domenica 10 maggio 2026, in occasione della XXXII edizione di “Chiese Aperte”, quest’anno dedicata agli 800 anni dalla scomparsa di San Francesco d’Assisi, saranno eccezionalmente aperti al pubblico due luoghi straordinari del patrimonio storico e religioso locale, per secoli amministrati dall’Ordine Francescano. Il programma della giornata prevede l’inizio delle visite alle ore 10:00 presso l’Ex Convento di Sant’Antonio, per poi proseguire presso l’Abbazia di Santa Maria di Propezzano.
Ex Convento di Sant’Antonio Abate – Morro d’Oro, che è proprietà privata.
Il convento di Sant’Antonio Abate di Morro d’Oro ha origini molto antiche, probabilmente legate al passaggio di San Francesco in Abruzzo nel XIII secolo. Faceva parte della Custodia aprutina della Provincia Pennese dell’Ordine francescano. La prima testimonianza documentata risale al 1260, sebbene la fondazione sia precedente. Ulteriori riferimenti compaiono nel 1339 e al XIV secolo risale anche il portale della chiesa. Tra il 1385 e il 1390 il convento risulta ancora attivo insieme ad altri della zona ed è citato negli elenchi ufficiali dell’Ordine anche nei secoli XVI e XVII. Nel 1652 fu soppresso da papa Innocenzo X a causa del ridotto numero di religiosi, per poi essere riaperto entro la metà del Settecento. Una nuova soppressione avvenne nel 1809 durante il dominio francese – ha dichiarato Riccardo D’Eustachio, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Notaresco, in Abruzzo – dopo la quale non fu più rioccupato dai frati. Nonostante il declino, la chiesa ha continuato a essere luogo di culto e conserva ancora oggi importanti elementi architettonici e opere di valore storico.
Visita all’Abbazia di Santa Maria di Propezzano.
La Chiesa di Santa Maria di Propezzano rappresenta uno dei principali luoghi di culto cattolico in Abruzzo, situata nella valle del Vomano. In origine faceva parte di un complesso benedettino con annesso monastero e si sviluppò insieme ad altri importanti centri religiosi della zona. Il nome “Propezzano” deriva probabilmente dall’espressione “propiziatrice ai miseri”. Nel 1902 la chiesa è stata riconosciuta Monumento Nazionale italiano. La tradizione ne lega l’origine a un miracolo mariano avvenuto nel 715: secondo il racconto, tre pellegrini assistettero a un evento prodigioso legato a un albero e, a seguito di una visione della Madonna, costruirono un altare nel luogo indicato. L’edificio presenta una struttura romanica arricchita da elementi gotici e da successive modifiche. Di particolare rilievo sono la Porta Santa del XIV secolo e il ciclo di affreschi del 1499, commissionati dal Vescovo di Conversano Donato Acquaviva”.
In Calabria a Vibo Valentia apertura della Chiesa Matrice di San Giorgio Martire.
“Domenica 10 maggio l’Archeoclub d’Italia sede di Vibo Valentia apre al pubblico la Chiesa Matrice di San Giorgio Martire che sorge nel cuore del centro storico di Pizzo.
Essa è stata edificata il 15 marzo 1576 (come da bolla papale di Gregorio XIII), sulle fondamenta di una preesistente chiesetta e, prima della diocesi di Mileto, ebbe il privilegio di essere definita Collegiata – ha affermato Anna Murmura, Presidente Archeoclub D’Italia, sede di Vibo Valentia – con il relativo capitolo. Fu consacrata nel 1587 e dedicata alla Vergine Maria e a San Giorgio. Ha una facciata in stile barocco, un portale del 1632 ed è stata rifatta più volte in se-guito ai terremoti che hanno colpito la cittadina. La pianta è a croce latina con navata unica e numerose cappelle laterali intercomunicanti e un transetto coperto da una cupola; al suo interno è stato tumulato nel 1815 il corpo di Re Gioacchino Murat e riposano le spoglie mortali del poeta e Onorevole Antonino Anile; l’edificio è decorato da numerose opere d’arte opera di artisti locali e non solo (i pittori Grillo, Zimatore, Aloi, Foggia, Barone e Paparo, gli scultori Cicilia, Barbieri e D’Auria e il ceramista Curatolo).
Tra le varie sculture segnaliamo come significativa la statua di San Francesco d’Assisi, realizzata nel un’opera marmorea a tutto tondo del XIX secolo, realizzata da un autore ignoto dell’Italia meridionale, la chiesa è stata scelta appunto per la presenza di questa scultura in quanto Archeoclub d’Italia ha deciso quest’anno di dedicare la manifestazione Chiese Aperte proprio a San Francesco di cui ricorrono gli 800 anni dalla morte”.
Ben 50 siti in tutta Italia con aperture inedite, di luoghi e itinerari francerscani.
“Il 10 Maggio in tutta Italia avremo “Chiese Aperte alla conoscenza dei luoghi francescani”, nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi . La XXXIIesima edizione sarà dedicata all’ottocentesimo anniversario della scomparsa di San Francesco – ha annunciato Fortunata Flora Rizzo, Vice Presidente Nazionale Archeoclub d’Italia e Responsabile Progetti Speciali di Archeoclub d’Italia – attraverso la promozione della conoscenza del patrimonio religioso, architettonico e artistico a lui intitolato, nel territorio nazionale. Avremo 44 luoghi inediti che saranno visitabili in tutta Italia. Un grande evento nel periodo in cui viene celebrato l’Anno speciale giubilare di San Francesco. Avremo 44 siti tra chiese, conventi, eremi, santuari, monumenti, per conoscere il patrimonio religioso e culturale”.
Per interviste:
Anna Maria D’Andria – Presidente Archeoclub D’Italia di Manduria, in Puglia – Tel 333 – 404 – 7890.
Riccardo D’Eustachio – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Notaresco in Abruzzo – Tel 338 – 165 2775.
Anna Murmura – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Vibo Valentia – Tel 334 – 298 3330.
Fortunata Flora Rizzo, Vice Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia e referente evento – Chiese Aperte – – Tel 338 – 931 0216.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale Archeoclub D’ Italia – Tel 392 5967459.
