Ciociaria Capitale dell’Archeologia. In corso a Cassino la due giorni organizzata da Archeoclub d’Italia.
Ilenia Tamburro (Archeologa – Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ): ” Nelle rappresentazioni iconografiche della Cripta di San Magno, definita la Cappella Sistina del Medioevo, abbiamo trovato il trattato della Scuola Medica Salernitana. Ed è un fatto importante in quanto testimonia che questa dottrina fu assimilata sia dai maestri pittori ma anche dal mondo ecclesiastico. Questa antica teoria fu frutto della fusione delle diverse culture che si unirono a Salerno e furono accettate appunto anche dal mondo ecclesiastico, per essere poi facilmente comprensibile anche a un pubblico di pellegrini che si trovava appunto a visitare gli affreschi contenuti all’interno della cattedrale ma anche all’interno della cripta”.
Alessandro Betori (Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina): “Il Ministero ha stanziato una discreta somma, 2 milioni e mezzo di euro per l’area archeologica di Aquinum, che verrà sottoposta a ulteriori interventi e che verrà valorizzata ancora meglio dopo il lavoro quindicennale ormai dell’Università del Salento nel comune di Castrocielo”.
Archeologi dalla Sicilia, dalla Campania, dal Lazio per approfondire i recenti studi su alcune delle più interessanti scoperte archeologiche!
Nel link video – interviste e foto – https://wetransfer.com/downloads/d624f36915f377a1e92b6070d33da9f520260329170218/3cc400e2dab02b00b61d30f8a2719a7d20260329172301/606948
“Nelle rappresentazioni iconografiche della Cripta di San Magno, definita la Cappella Sistina del Medioevo, abbiamo trovato il trattato della Scuola Medica Salernitana. Ed è un fatto importante in quanto testimonia che questa dottrina fu assimilata sia dai maestri pittori ma anche dal mondo ecclesiastico. Si tratta del primo ciclo scientifico che fu addirittura accettato dal mondo istituzionale ecclesiastico. Si tratta appunto di un linguaggio universale. Possiamo notare appunto uno degli affreschi principali in cui viene rappresentato l’uomo come microcosmo rappresentato contornato dai quattro elementi”. Lo ha dichiarato l’archeologa Ilenia Tamburro dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, intervenendo a Cassino alla due giorni di Archeologia in Cassino, organizzata dalla sede Archeoclub d’Italia ‘Latium Novum’ di Cassino.
Ilenia Tamburro è specializzata in archeologia classica, inoltre autrice del testo L’Arte della Cura, testo specifico sulla regola Sanitaria Salernitana, cultrice in archeologia greca.
Sei anni di studio con un grande risultato!
” Lo studio, partito più di sei anni fa, è pubblicato all’interno del volume edito dalla casa editrice Efesto. Si pone questo obiettivo, quello di collegare questo antico trattato che proviene da una delle più antiche istituzioni mediche che abbiamo nel mondo occidentale – ha continuato la Tamburro – quindi nato intorno all’undicesimo secolo dopo Cristo, che è la scuola medica salernitana, un piccolo trattato di archeologia, di medicina preventiva, in cui i medici cercarono appunto di divulgare questo sapere antico che proveniva ovviamente da la cultura greca, araba, bizantina e latina. Lo studio condotto è stato appunto questo collegamento che c’è stato nella divulgazione di un sapere antico, un sapere che doveva appunto arrivare ai più, anche perché all’epoca, nell’undicesimo secolo, dodicesimo secolo dopo Cristo, molti erano persone, ovviamente analfabete, che non riuscivano a comprendere alcuni concetti che venivano poi raccontati e che cercavano appunto di essere divulgati dai medici.
Pertanto i medici cercarono di creare questo trattato, il Regimen Sanitatis, a carattere enciclopedico, ovvero caratterizzato dalla presenza di immagini, simboli, accompagnati da piccole didascalie, didascalie semplici, comprensibili, scritte in carattere leonino, che era la stessa lingua utilizzata all’interno delle prose in rima scritte, in modo tale da poter essere memorizzati e ricordati facilmente. La stessa formazione contenuta all’interno di questo piccolo e funzionale trattato, questo libricino che fu poi divulgato dai medici della scuola, lo ritroviamo all’interno delle rappresentazioni iconografiche della cripta di Anagni.
La prima volta infatti dai tre maestri, appunto il maestro delle traslazioni, il maestro ornatista e il maestro di Anagni, questi cicli pittorici, in particolar modo il ciclo scientifico all’interno della cripta, per la prima volta racconta e cerca di unire questa dottrina medica filosofica che proveniva dal mondo dell’antica Grecia, dal mondo che fu poi diffuso e divulgato a partire da Salerno, arriva ad Anagni e fu assimilata da sia i maestri pittori ma sia dal mondo ecclesiastico.
Si tratta del primo ciclo scientifico che fu addirittura accettato dal mondo istituzionale ecclesiastico, dunque di un linguaggio universale. Possiamo notare appunto uno degli affreschi principali in cui viene rappresentato l’uomo come microcosmo rappresentato contornato dai quattro elementi.
Questa antica teoria fu frutto della fusione delle diverse culture che si unirono a Salerno e furono accettate appunto anche dal mondo ecclesiastico, per essere poi facilmente comprensibile anche a un pubblico di pellegrini che si trovava appunto a visitare gli affreschi contenuti all’interno della cattedrale ma anche all’interno della cripta”.
Arriveranno 2 milioni e mezzo per l’area archeologica di Aquinum!
“Il Lazio meridionale interno era connesso tramite il Garigliano con la costa e con i commerci mediterranei, quindi aveva un’importanza particolare dal punto di vista commerciale e anche culturale per le produzioni artigianali che erano legate ai commerci – ha affermato Alessandro Betori, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina – come commerci di vino e anche di altri prodotti di cui era ricco l’entroterra. Sicuramente, nei prossimi anni il Ministero ha stanziato una discreta somma, 2 milioni e mezzo di euro per l’area archeologica di Aquinum, che verrà sottoposta a ulteriori interventi e che verrà valorizzata ancora meglio dopo il lavoro quindicennale ormai dell’Università del Salento nel comune di Castrocielo”.
Per due giorni Cassino è stata capitale dell’Archeologia Nazionale con la presenza di grandi archeologi come Paolo Barresi dell’Università di Enna che ha raccontato come iniziò ad interessarsi allo scavo archeologico di Aquinum!
“Come studioso di archeologia romana, non solo della Università di Enna alla quale appartengo – ha affermato Paolo Barresi dell’Università di Enna – io mi sono occupato già negli anni 90, diciamo, di questa area archeologica, che allora era sostanzialmente in piena campagna. Fui mandato nell’ambito di una tesina, diciamo, di archeologia e soprattutto di urbanistica del mondo classico , a studiare questa antica città di Aquinum. Allora scoprì, questa realtà che era soltanto, agli inizi della ricerca archeologica.
Da allora nacque la passione per Aquinum”.
Archeoclub d’Italia dunque rappresenta un luogo in grado di aggregare!
“La Direzione Nazionale di Archeoclub d’Italia ha preso in mano un testimone, che è un’eredità molto forte per quella dei fondatori, dei padri fondatori, che hanno specificato qual è la direzione da seguire, cioè di mettere insieme, mettere in rete i cultori professionisti al servizio dei beni culturali. E quindi viene da sé che uno dei compiti di Archeoclub d’Italia è quello di fare in modo non solo di approfondire – ha affermato Domenico Palumbo, del Direttivo Nazionale di Archeoclub d’Italia – ma di rendere fruibile, meglio, di rendere una narrazione del bene culturale, che è l’unica strada per cui i ragazzi di nuove generazioni possano capire che le pietre, non solo soltanto pietre, ma hanno una storia, un’eredità e parlano di noi”.
Unire studiosi, giovani, archeologia e cultori! A Cassino erano presenti molte delle sedi del Lazio.
” La conferenza nasce dall’ottima intuizione di Floriana Giannetti, Presidente Archeoclub d’Italia sede ‘Latium Novum’ di Cassino.
Le nostre conferenze sono degli approfondimenti, non solo locali perché sono estesi anche alla comprensione, alla divulgazione di una cultura locale per quanto riguarda quella epigrafica e storica dal 200 a.C. ad oggi, lungo il fiume Garigliano. La sede di Cassino è una delle sedi più preparate – ha dichiarato Antonio Ribezzo, Coordinatore Lazio Archeoclub d’Italia – e porta avanti questo tipo di eventi.
L’area, oggetto della conferenza è quella che insiste fra il Garigliano e Aquinum. ‘Aquinum che deriva da acqua è circondata da laghi e da fiumi. Parliamo di un’area archeologica molto interessante che è oggetto di scavo da parte dell’Università di Lecce “.
Per la stampa –
Floriana Giannetti – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Cassino – Tel 371 – 454 6555.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale – Tel 333 – 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Archeoclub d’Italia – Tel 392 – 5967459.
