Archeoclub d’Italia organizza il primo Press Tour per far conoscere le aree interne dell’Italia meridionale sull’antica Strada Regia delle Calabrie che si incrocia con la Consolare Romana!
Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo.
Luca Esposito (Referente Archeoclub D’Italia Promozione Borghi Strada Regia delle Calabrie): ” Palazzi reali ma anche le tappe del Grand Tour di fine Settecento, rivedremo i paesaggi descritti nei diari di viaggio di Goethe, Swinburne, dell’abate di Saint-Non e di lord Byron. Visiteremo siti paleocristiani, romani e settecenteschi, borghi medievali, grotte e geositi. Saremo anche nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, passeremo dal sito archeologico di Ercolano alla Certosa di Padula.
Le taverne che hanno ospitato Garibaldi, i luoghi attraversati da Cicerone, gli Epitaffi con i quali il Re dava il benvenuto ai viandanti del Gran Tour a fine 700! “.
Siti paleocristiani – opere ingegneristiche d’epoca romana e ottocentesche sconosciute, appartamenti reali, geositi come le Grotte di Pertosa e Auletta, borghi antichi, taverne che hanno ospitato Gioacchino Murat e Garibaldi, antiche stazioni postali ancora intatte ed in piena natura, le scritte in latino di benvenuto ai viandanti del Gran Tour.
“Quale era la Taverna che ospitò Garibaldi ? Quale quella di Carlo V d’Asburgo ? Quale sorgente dove Cicerone si fermò per dissetarsi ? E quale quella della Regina di Borbone? Che fine hanno fatto le antiche osterie d’epoca romana ? In qualcuna si è ancora attivi ? Archeoclub d’Italia lancia uno dei primi Press Tour, riservati alla Stampa, incentrato solo sulle aree molto interne del Centro – Sud Italia.
Sono davvero tantissime le testimonianze dell’importanza che la Strada Regia delle Calabrie rivestiva in passato! Per fortuna molte di queste opere resistono ancora oggi lungo il cammino, raccontando di un’epoca in cui il viaggio era considerato un’avventura piena di rischi e difficoltà. Ad esempio sul ponte di Campostrino, una delle più imponenti opere del ‘700 – ‘800, abbiamo trovato meravigliose cappelle dove i viandanti si fermavano in preghiera perchè il viaggio era molto rischioso.
Dopo 8 anni di studi, fatti sul campo ed anche utilizzando le antiche cartografie, abbiamo riportato alla luce la Strada Regia delle Calabrie ed è un racconto che è diventato Press Tour. Entreremo nelle zone più interne, quelle che un tempo erano centrali ma che oggi da conosciute sono diventate sconosciute. Un Press Tour voluto, organizzato da Archeoclub d’Italia, in collaborazione con Anci Campania e con il contributo della Regione Campania e che condurrà la stampa lungo l’itinerario storico più importante del Sud Italia!
Tra le testimonianze più singolari, mostreremo delle strane strutture monumentali, poste ai margini della carreggiata. Gli storici li chiamano “epitaffi” (epigrafi, o più semplicemente lapidi o iscrizioni) e venivano eretti per raccontare al viaggiatore un evento di grande importanza accaduto in quel luogo, o più semplicemente per descrivere la storia e le difficoltà incontrate per la costruzione della strada su cui sorgono. Una sorta di “cartelli stradali” ante litteram”. Lo ha annunciato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia.
Dal Duca di Monterey con l’epitaffio dell’eruzione del 1631 alle tappe del Gran Tour dell’800 ma anche dalle Ville del Miglio d’Oro ai ponti romani, alla Consolare dell’Antica Roma che collegava Napoli a Milano, alla Strada Regia costruita nell’800. Ed ancora dalle Grotte di Pertosa alle Basiliche Paleocristiane sulla Strada Regia e dalla Certosa di Padula al borgo medievale di Auletta.
“A Portici l’epitaffio del viceré Duca di Monterey,addossato all’imponente mole settecentesca del Palazzo Ruffo di Bagnara, a ricordo della tremenda eruzione del Vesuvio del 1631.
A Eboli, un grande monumento per inaugurare l’apertura della “Via del Grano” che conduceva fino a Melfi, in Basilicata, il granaio del Regno di Napoli.
A Torre del Greco, dove il viceré Duca di Alcalà elogia il suo operato per i lavori di ampliamento della strada nel 1562.
A Cava de’ Tirreni, nei punti di ingresso e uscita del centro storico, due enormi epitaffi, anch’essi di epoca vicereale che raccontano di importanti lavori di ammodernamento.
A Polla, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quello più antico, conosciuto dagli storici come “Lapis Pollae” o “Elogium” – ha affermato Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia – che testimonia la costruzione della strada “Capua-Regium”, la più lunga arteria stradale di epoca romana in territorio italiano.
Ancora a Scafati e poi quello di Serre, forse il più “romantico” di tutti, che sorge su un ramo abbandonato della strada, sulla cui lapide in latino si legge: Ospite … questa strada di 300 mila passi che va fino a Reggio … è divenuta ora comodissima … è tua … un miracolo non solo dell’Italia ma di tutto il mondo …prendila. 1779. Una frase scritta tutta in latino e la vedremo in originale.
Monumenti definiti come “minori” ma che raccontano una storia legata a un unico “filo rosso”, che testimonia l’incredibile importanza che questa grande arteria ha rivestito nel corso dei secoli.
Accompagneremo i giornalisti su questi luoghi, racconteremo gli aneddoti legati ai grandi viaggiatori che nei secoli hanno percorso questo tragitto, le battaglie, gli intrighi, i pedinamenti. Gli faremo respirare l’aria intrisa di storia in un territorio ricco di tradizioni, dove la vita scorre ancora lenta”.
Ripercorreremo le tappe del Grand Tour di fine Settecento, rivedremo i paesaggi descritti nei diari di viaggio di Goethe, Swinburne, dell’abate di Saint-Non e di lord Byron. Riscopriremo luoghi carichi di storia e borghi dimenticati, seguendo l’esatto tracciato riportato sulle mappe che guidavano i viaggiatori dell’epoca!
“Nel nostro lavoro di ricostruzione del percorso antico, uno degli aspetti più importanti della ricerca è stata l’identificazione delle “pietre miliari” – ha continuato Esposito – piccole colonnine in pietra poste ai margini della carreggiata che, già dai tempi dei romani, avevano la funzione di indicare il numero di miglia dell’itinerario “militare” o “miliare”.
Nel sistema di misurazione in uso nel Regno delle Due Sicilie, il “miglio napoletano” corrispondeva a circa 1850 metri.
Da Napoli a Reggio Calabria la “Via Regia” copriva la distanza di circa 288 miglia ed alcune di queste “pietre” sono miracolosamente sopravvissute dopo secoli dalla loro apposizione.
Tra Ercolano e Torre del Greco sono ancora visibili le colonnette miliari del IV e del V miglio, che identificano il tratto più elegante della Consolare delle Calabrie: il rinomato “Miglio d’oro” sede delle più sfarzose ed eleganti dimore della nobiltà napoletana (oggi ricordate come Ville Vesuviane)”.
Sarà un trionfo di patrimonio culturale mai visto e mostrato alla stampa!
Dopo otto anni di ricerca riemerge la Strada Regia delle Calabrie con le stazioni di ristoro del tempo, le antiche stazioni postali, le più imponenti opere ingegneristiche ma anche palazzi nobiliari, siti archeologici, taverne che hanno ospitato grandi scrittori e importanti personaggi della storia millenaria. C’è la sorgente di Cicerone ma c’è anche la fontana della Regina, poi si entrerà nel cuore della Campania per ammirare paesi medievali e grotte dal grande valore geologico.
“Otto anni di ricerca fatta sul campo, camminando a piedi centimetro dopo centimetro, studiando le mappe storiche e con le cartografie alla mano siamo riusciti a ritrovare l’antica Strada Regia delle Calabrie che è la via di più lunga del Sud Italia, percorsa in 2000 anni di storia. Abbiamo trovato antiche taverne ottocentesche, monumenti, luoghi, siti archeologici e tratti di strada abbandonati, inoltrati in meravigliosi boschi. Ad esempio abbiamo ritrovato anche il basolato originale della Consolare Romana che collegava anticamente il Sud con il Nord. Siamo riusciti a trasformare questa ricerca anche in un progetto georeferenziato e a farlo diventare un possibile itinerario turistico. Porteremo la stampa in questi posti, alle taverne che hanno ospitato Murat, Garibaldi, oratori come Cicerone e vedremo tante cose originali come la maestosa Fontana della Regina, a Sicignano degli Alburni, in piena natura. Entreremo in taverne d’epoca borbonica. Vedremo le maestose opere ingegneristiche secolari e di epoca romana che sono in aree talmente interne che non sono mai state raggiunte dalla stampa. Ben 2200 anni di storia, 260 chilometri, 8 anni di studio, 45 città e piccoli borghi, 15 paesi sedi delle antiche stazioni di posta, 5 siti Unesco, 3 Regioni, 4 Province, 3 Parchi Nazionali ed ancora 40 tra taverne ottocentesche, stazioni postali di un tempo – ha continuato Luca Esposito, architetto, autore del Progetto e Studio sulla Strada Regia delle Calabrie, referente della valorizzazione dei Borghi di Archeoclub D’Italia – grandi opere di ingegneria romana e borbonica come gli splendidi ponti, basiliche, chiese, siti religiosi, siti archeologici, musei di scienze naturali e geo – scienze, grotte come Pertosa-Auletta, ipogei. Tutto questo è “La Strada Regia delle Calabrie” che la stampa vedrà. La Strada Regia delle Calabrie è un’antica via di comunicazione che univa le città di Napoli e Reggio Calabria. Era la più lunga e importante via di comunicazione terrestre dell’Italia Meridionale, che ricalca in gran parte il tracciato della più antica strada di epoca romana nota come “via Popilia” o “Capua-Regium”. L’abbiamo riportata alla luce dopo otto anni di ricerche e di studio condotti sul campo, studiando antiche cartine, ritrovando tratti storici in piena vegetazione, ma anche Epitaffi di fine ‘700. Una strada importante attraversata dai viaggiatori del Grand Tour, dai grandi eserciti, da importanti scrittori. Di tutto questo abbiamo ritrovato le testimonianze, le tracce e le mostreremo”.
Le antiche stazioni di posta di un tempo con gli antichi punti ristori su quella che era l’autostrada del tempo ma attraversando i piccoli borghi che oggi vogliono puntare su una vocazione basata su turismo archeologico e geoturismo. La stampa vedrà il tratto stradale romano della Consolare Romana, ma anche la Taverna della Duchessa, stazione di posta integra, risalente a fine ‘700.
“Vedremo un Museo diffuso unico fatto di archeologia, natura, storia. Saremo in una località che si chiama Scorzo, località dove i viaggiatori del tempo si fermavano per pranzare e la stampa pranzerà in una taverna là dove si fermavano anche gli antichi romani, gustando i piatti della tradizione degli Alburni. Tanta bellezza! Entreremo nelle Ville del ‘700, visiteremo appartamenti reali di regge ottocentesche, ma spazierà dalle Ville Vesuviane a siti archeologici interni del Cilento. Ammireremo la Fontana di Zuppino ma anche la Fontana della Regina, luogo dove c’era una sorgente e dove, durante un lungo viaggio, si fermò a bere la sposa di Ferdinando di Borbone. Da allora il re per ringraziare eresse una fontana bellissima. Un capolavoro artistico straordinario in piena natura. Vedremo il Ponte Romano della Difesa ed entreremo nel borgo medievale di Auletta, scenderemo nelle Grotte di Pertosa che rappresentano un geosito di valore internazionale. Poi saremo al Ponte di Campestrino che è davvero impetuoso, altissimo. Si tratta di una delle più imponenti opere ingegneristiche del tempo, lungo il quale sarà possibile anche vedere cappelle. Queste cappelle erano fondamentali. All’epoca i viaggi erano pericolosi e nascondevano insidie, soprattutto quando erano viaggi di necessità e lunghi e dunque si affidava il proprio viaggio alle preghiere. Vedremo le antiche stazioni postali che abbiamo ritrovato, Stazioni postali del ‘700 e ‘ 800, con i punti di ristoro del tempo, persino gli stalli d’epoca. Un mondo dove tutto si è fermato. La Strada Regia delle Calabrie abbraccia tratti urbani – ha concluso Esposito – anche Epitaffi settecenteschi in città, ma anche Epitaffi come quello di Serre, in piena natura. La Strada Regia delle Calabrie rimette al centro anche tutti i borghi delle aree interne della Campania, tagliati fuori dalle moderne vie di collegamento. Un tempo, questi borghi, erano attraversati da una delle più importanti vie di collegamento e dunque erano parte del circuito economico ma anche turistico del tempo. Con questo progetto diamo una seconda vita ai borghi interni”.
Per interviste: Luca Esposito – architetto – Referente Archeoclub D’Italia per la Strada Regia delle Calabrie – autore della ricerca durata 8 anni – Tel 349 096 3060.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia – Tel 333 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Nazionale Archeoclub D’ Italia – Tel 392 596745
