Frane e dissesto idrogeologico incidono sullo spopopolamento dei borghi, in particolare dell’Appennino.
Bisogna rivalutarli come hub a vocazione turistico – culturale e naturalistica.
Il 19 Aprile in tutta Italia sarà Primavera nei Borghi con apertura monumenti, visita a siti di notevole bellezza nei borghi, frazioni e piccoli centri dell’Italia
Per conoscere la bellezza e promuovere la ricchezza ambientale e architettonica!
Contro lo spopolamento delle frazioni e dei borghi italiani
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale Archeoclub D’Italia: “Anche quanto sta accadendo in queste ore a Petacciato invita ad una riflessione. Spesso ci ricordiamo dei borghi solo in casi particolari. Invece i borghi sono un hub di inclusione sociale, patrimonio culturale, naturalistico escursionistico e devono diventare borghi turistici per un turismo aperto a tutti su tutto il territorio nazionale”.
Enrico Pierantognetti – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Corinaldo – Marche: “A Corinaldo conosceremo Le vie dell’Acqua “.
Domenica 19 Aprile – ore 16 e 30 al Lavatoio delle Fonti a Corinaldo.
Nel link alcuni eventi Adesioni-e-programmi-Sedi_-Primavera-nei-Borghi-con-Archeoclub-dItalia_19-04-2026.pdf
“Quanto sta accadendo a Petacciato induce ad una riflessione profonda. Spesso ci ricordiamo dei borghi solo per il dissesto idrogeologico o in casi particolari. Il dissesto idrogeologico influenza non poco lo sopolamento dei borghi appenninici ma dovremmo trasformare le criticità in opportunità. Molti borghi potrebbero essere laboratori di geologia richiamando l’attenzione di esperti, ma anche dei veri musei di natura, di arte, di cultura. Allo stesso tempo gli eventi invitano anche a pensare quanto sia importante la prevenzione proprio nei borghi appenninici. In Italia ben 6694 comuni hanno una popolazione al di sotto dei 10.000 abitanti, mentre i comuni che contano meno di 5000 abitanti sono 5.500. Dunque il 70% dei comuni italiani sono piccoli paesi, ma questi centri abitati formano l’ossatura dell’Italia. I piccoli borghi italiani sono 5521 e in questi borghi abbiamo un grande patrimonio culturale, naturalistico, geologico, geomorfologico ed escursionistico. In questi borghi vivono circa 10.000.000 di persone, il 17% dell’intera popolazione italiana. Tali piccoli paesi occupano il 54% della superficie italiana, dunque detengono la vera ricchezza in termini anche di biodiversità. Ma i borghi sono anche le molteplici e piccole frazioni delle città medio – grandi che spesso non conosciamo in quanto abbiamo la tendenza a recarci nei luoghi più conosciuti. Con Primavera nei Borghi valorizziamo i borghi come hub, incroci di arte, natura, cultura, storia e storie. Gli stessi borghi italiani divenuti fantasma, al cui interno c’è la foto di un’Italia che fu potrebbero rappresentare una Rete Museale Diffusa all’Aria Aperta dei borghi fantasma. Lavoriamo in questa direzione! ”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale Archeoclub d’Italia.
Il 19 Aprile sarà Primavera nei Borghi in tutta Italia con un calendario ricchissimo di escursioni meravigliose.
A Corinaldo nelle Marche si vedranno Le vie dell’acqua.
“Fonti, fontane, acquedotti e pozzi: le vie dell’acqua. Passeggiata con Eros Gregorini e Italo Pelinga alla scoperta del lavatoio delle Fonti, della fontana di Piazza Risorgimento, del pozzo della chiesa dell’Incancellata.Domenica 19 aprile 2026.
L’Archeoclub d’Italia organizza per domenica 19 aprile la II edizione della manifestazione denominata “Primavera dei Borghi d’Italia con l’Archeoclub, trekking naturalistico, culturale e archeologico. La sede di Corinaldo propone una passeggiata guidata da Italo Pelinga ed Eros Gregorini alla scoperta del borgo attraverso l’acqua. L’appuntamento per chi vorrà partecipare è fissato al lavatoio delle Fonti, alle ore 16.30 di domenica 19 aprile. Sarà una camminata che ci condurrà – ha affermato Enrico Pierantognetti, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Corinaldo – attraverso i secoli, a scoprire l’importanza di un bene primario quale è l’acqua e di come questa comunità se ne sia occupata nel tempo. Dai pozzi urbani, alle fonti esterne al perimetro fortificato, sino all’acquedotto di Montesecco di Pergola realizzato nel 1894. Assieme al tema dell’acqua saranno raccontate le vicende che hanno portato alla costruzione del monumentale esempio di architettura idraulica rurale, come l’architetto Gianni Volpe nel 1999 descrive il lavatoio delle Fonti costruito sul finire del XVI secolo, lavatoio che con arte, e con disegni mathematici, l’anno 1603, fu a spese del Comune fabricato, non meno vago, che sontuoso, ed amplo, con portici belli, che da ogni parte girandolo, utilissimo insieme il rendono: testificando sempre la grandezza dell’animo generoso de’ cittadini moderni, che lo fabricarono con si grossa spesa come ce lo descrive nel 1642 Vincenzo Maria Cimarelli. E poi il primo acquedotto pubblico di Corinaldo le cui sorgenti distavano ben diciannove chilometri e che comportò ingenti spese, opera che si rese necessaria, come ricorda l’allora sindaco Pompeo Perozzi in una lettera inviata il 30 settembre del 1892 all’amico jesino Teodorico , parlamentare dal 1876 e in quel periodo ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti alla pessima ed insalubre qualità ed alla penuria dell’acqua che nell’estate si riduce quasi ad assoluta mancanza, si attribuiscono le spaventevoli straordinarie stragi coleriche e tifoidee avvenute in varie epoche a Corinaldo e i casi isolati di tifo che costantemente serpeggiano fra la sua popolazione. Risulta da analisi chimica che i pozzi e le fonti pubbliche somministrano alla popolazione acque che non sono potabili e dichiarate nocive.
Infine sarà la volta della chiesa dell’Incancellata costruita in località “Casalini” o “Pozzo Antico”, lì dove in origine sorgeva una piccola edicola sacra nella quale era dipinta un’immagine della Vergine che allatta il Bambino. Un’immagine miracolosa che, come ricorda il Cimarelli, richiamava un grande numero di fedeli e che convinse la confraternita del Gonfalone ad erigere una casa per il custode e una loggia per il ricovero dei pellegrini, trasformata poi in chiesa. Davanti ad essa correva un piccolo rivo d’acqua che fu convogliato in un pozzo dentro la chiesa e dalla quale provenivano miracolose guarigioni. Prelati, cardinali, principi assieme a semplici uomini accorrevano numerosi per venerare questa sacra icona e per bere o lavarsi in questa prodigiosa acqua! ”.
Per la stampa –
Enrico Pierantognetti – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Corinaldo – tel 334 3205468
Maria Rita Acone – Presidente Archeoclub D’Italia referente Primavera nei Borghi – Tel 340 2522184.
Stefania Cespi – Coordinatrice Archeoclub d’Italia Marche – Tel 333 – 454 0176.
Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale – Tel 333 – 239 3585.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa Archeoclub d’Italia – Tel 392 – 5967459.
