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Strutture
Seminario internazionale
e premio di Architettura e Cultura Urbana
Il
Seminario di Architettura e Cultura Urbana (SACU) è un Centro
Studi istituito presso l'Università di Camerino per accordo fra
la stessa Università camerte, Archeoclub d'Italia e Consiglio
Nazionale degli Architetti. Il seminario costituisce un luogo
di formazione, studio, riflessione e confronto, aperto e interdisciplinare
su temi di architettura e cultura urbana, finalizzati alla conoscenza
e ricerca della qualità architettonica e urbanistica degli insediamenti
e dei paesaggi. Lo stesso si propone come anello di congiunzione
fra Università, professioni e società civile per la promozione
e lo sviluppo della cultura architettonica contemporanea. Entro
il 31 dicembre di ogni anno il direttore del Seminario presenta
una relazione della attività svolta ed il programma dell'anno
successivo. I programmi vengono di volta in volta scelti in base
ai prevalenti interessi culturali e scientifici emersi nel corso
dell'ultima sessione svolta e ai temi di architettura più attuali
e significativi per la città contemporanea.
In questi anni il Centro Studi di Architettura e Cultura Urbana,
con un lavoro assiduo e volontario ha realizzato, in collaborazione
con Enti pubblici, privati e Sedi universitarie numerosi incontri
di studio e premi universitari, oltre che a Camerino, in diverse
altre città italiane fra cui: Civita di Bagnoregio, Fabriano,
La Spezia-Portovenere, Modena, Pavullo nel Frignano, Riccione,
Sansepolcro, Venezia ed altre.
A Camerino si svolge, tradizionalmente nella stagione estiva,
il Seminario di Studi che, per una settimana, richiama esperti
italiani e stranieri dal mondo accademico e professionale per
discutere e confrontarsi, insieme a studenti ed operatori del
settore, sul tema della città contemporanea, delta sua evoluzione
e del rapporto con la città antica. Le ragioni di un successo
che ripropone, ogni volta, la presenza di centinaia di addetti
e significativi contributi scientifici è da ricercarsi nello spirito
creativo, interdisciplinare e di apertura al confronto che anima
le giornate camerti, oltre che nell'attualità dei temi trattati.
Una preziosa caratteristica che Archeoclub d'Italia ha saputo
costruire è, infatti, l'opportunità di incontro fra mondi e discipline
diverse che, pur occupandosi degli stessi temi, difficilmente
si incontrano e si confrontano, per essere chiusi, talvolta arroccati
nelle loro specifiche competenze. Si tratta di una interrelazione
di diversi saperi che unitariamente concorrono alla formazione
di conoscenze comuni per 1a salvaguardia del patrimonio culturale
esistente e per sviluppare un progetto collettivo per il futuro.
· Sacu, i primi 10 anni
I primi dieci anni del seminario di Camerino
Il Seminario di Architettura
e Cultura Urbana è nato nel 1990 a Camerino, presso uno degli
Atenei più antichi d'Europa. In quegli anni, mentre in altri paesi
europei erano già in atto grandi progetti di rinnovamento delle
città, in Italia regnava un pesante clima di sfiducia se non di
dichiarata ostilità verso la cultura architettonica contemporanea;
clima che aveva pervaso l'intera società italiana, alimentato
dalla complicità di una classe politica che negava all'architettura
la possibilità di concorrere, nella pratica costruttiva, ai processi
di trasformazione del nostro paese.
Le cause di tale sfiducia, fin troppo note, erano giunte a maturazione
alla fine di un lungo processo distruttivo iniziato con la sciatta
ricostruzione del dopoguerra, consolidatosi con le incontrollate
conurbazioni a partire dagli anni '60, sfociato nei fatti di tangentopoli
ed oltre; tutto ciò, in verità, quasi in assenza di architettura
e con ben poche responsabilità degli architetti italiani, visto
il loro coinvolgimento professionale in tale processo, statisticamente
irrilevante.Viceversa proprio il colpevole vuoto di cultura progettuale
rappresentava un grave punto di debolezza per i paesaggi insediativi
in trasformazione, dominati direttamente ed esclusivamente dalle
contingenze sociali, politiche ed economiche, senza memoria e
senza la mediazione della disciplina artistica del costruire.
In questo clima, nasceva dunque a Camerino il Seminario, grazie
ad Archeoclub d'Italia ed alla locale Università, circostanza,
questa, non trascurabile in un momento in cui il dibattito sull'architettura
era piuttosto rarefatto o confinato all'interno delle aule universitarie.
L'iniziativa costituì già un primo successo per aver aperto una
breccia nella istituzione universitaria, fino ad allora bloccata
dalle inconsistenti barriere di un certo conformismo accademico
esclusivista e per aver proposto un dibattito sull'architettura
aperto ed allargato a tutte le componenti sociali oltre che artistiche,
culturali e scientifiche.
Più tardi il Consiglio Nazionale degli Architetti, da poco rinnovato,
entrerà a far parte dei promotori del Seminario, completando il
disegno di unire anche il massimo referente della professione
nel progetto culturale intrapreso; progetto finalizzato alla ricerca
e diffusione dei valori dell'architettura come disciplina insostituibile
nel guidare i processi di cambiamento dei paesaggi, fondato su
alcune semplici quanto ambiziose prospettive:
• avvicinare i mondi della teoria e della pratica fino ad allora
distanti e separati mettendo a confronto le rispettive esperienze
con spirito di reciproco apprendimento;
• alimentare l'approccio interdisciplinare ai temi del costruire,
in modo aperto e creativo, favorendo la circolazione delle idee
e dei diversi punti di vista;
• indagare sui caratteri di identità che presiedono ai fenomeni
di trasformazione dei luoghi, alla ricerca di ragioni per progetti
di città possibili, più consapevoli dei valori in gioco e più
coinvolgenti per i suoi abitanti;
favorire una corretta diffusione della cultura architettonica
che interpreti esigenze e desideri della società contemporanea,
che si confronti senza mimetismi con la morfologia dei luoghi
e con la storia intesa nel suo divenire, in cui l'antico riaffiori
nel moderno non come citazione e, tanto meno, come emulazione
ma in forma di continuità di elaborazione del pensiero architettonico.
Con queste prospettive, il Seminario costituisce una palestra
di esercizio mentale teso a liberare le capacità critiche, gli
atteggiamenti riflessivi del pensiero, alla ricerca del maggior
grado possibile di autonomia intellettuale.
Nello spirito di apprendimento reciproco, in cui si confrontano
liberamente architetti - studenti, docenti, professionisti, artisti,
esperti di varie discipline, di diversa estrazione e provenienza
la finalità progettuale proposta dal Seminario offre spunti di
riflessione per alimentare la complessità dei temi e, quindi,
curiosità e domande prima ancora di approfondire particolari nicchie
di sapere o proporre aleatorie certezze.
I temi trattati dal Seminario in questi anni: Città storiche;
Il progetto dell'esistente; La città bella; Dal borgo alla metropoli;
Gli spazi pubblici; I luoghi dell'architettura contemporanea;
Disegnare città nuove; Costruire e ricostruire; Storia e modernità;
fino al più recente, del 2000: Vaghi paesaggi dell'architettura
italiana contemporanea sono scaturiti dal maggiore interesse,
di volta in volta, manifestato dai partecipanti; nel frattempo,
oltre alle sessioni estive di Camerino, si sono svolti brevi incontri
di studio in altre città, toccando gli argomenti più coinvolgenti
per le stesse: dalle città fortificate e di antica fondazione
alle città industriali, alle città di mare, alle città fluviali.
Si sono intrecciati, in tal modo, proficui rapporti di collaborazione
con Enti pubblici e Istituti e si è assistito, con soddisfazione,
ad una costante crescita di interesse e partecipazione sui temi
dell'architettura e della cultura urbana.
Nei dieci anni trascorsi, in fondo, le cose non sono particolarmente
cambiate rispetto al quadro tratteggiato in apertura, è però cresciuta
la consapevolezza dell'insostituibile ruolo dell'architettura
e della impegnativa, entusiasmante eredità per gli architetti
italiani di una grande cultura architettonica, quella italiana,
su cui si sono formati i maestri di tutto il mondo; un punto fermo
da cui ripartire per riaffermare una cultura autonoma, radicata
e, al tempo stesso, aperta alla contemporaneità, in grado cioè
di dialogare sul piano internazionale e di confrontarsi sui grandi
temi come la trasformazione dei paesaggi, i nuovi insediamenti
urbani, la mobilità, l'inquinamento e la dissipazione delle risorse
ambientali.
In questi anni, il Seminario di Camerino è stato testimone di
un dibattito ampio e appassionato a cui tutti hanno potuto partecipare,
registrando umori e segnali di cambiamento come quelli oggi in
atto nelle Università, rispetto alle quali si pone come anello
di congiunzione fra di esse, il mondo professionale e la società.
SACU – Pubblicazioni:
Metamorfosi
(direttore Gabriele De Giorgi), v.le delle Milizie, 18 – 00192
ROMA:
- n. 16, I centri storici;
- n. 21, Industria e Architettura;
- nn. 28-29, L'Architettura degli spazi pubblici;
- nn. 34-35, Forme e luoghi dell'architettura nella città contemporanea;
- n. 36, Architettura per i castelli;
- n. 38, Disegnare città nuove
Antiqua,
Rivista di Archeoclub d'Italia, v. Sicilia, 235 – 00187 ROMA:
- nn. 3-4/1993, Il progetto dell'esistente
I volumi La città bella
(1994)
I limiti della città. Il borgo e la metropoli
(1995)
Il territorio delle città
(1995)
editi da: Sapiens edizioni, v. Sassetti, 17 MILANO.
Architettura Città,
rivista semestrale di architettura e cultura urbana,
Agorà edizioni, v. F. Crispi, 33 – 19124
LA SPEZIA mettius@agoraedizioni.com
- Costruire e ricostruire (n. 0);
- nn. 1-2, Storia e modernità.