Domenica 4 ottobre, in una tersa e tiepida giornata di inizio autunno, l’ArcheoClub Area Ionico-Etnea, con un folto gruppo di circa 50 soci, ha effettuato la visita guidata della bella città di Naso.
La proposta di questa interessante meta è stata del socio Dott. Salvatore Taschetti, che ha inoltre fornito i contatti con l’Amministrazione del Comune di Naso per richiedere ed organizzare l’apertura e la visita guidata di alcuni monumenti tra i più significativi.
Il sindaco Dott. Gaetano Nanì ha manifestato grande disponibilità ed ha accolto personalmente con cordialità e simpatia il nostro gruppo, ricevendo i dovuti ringraziamenti dalla nostra Presidente prof. Maria Rosaria Grasso.
La nostra Guida, messa a disposizione dal Comune, ci ha accompagnati in una interessante passeggiata culturale e paesaggistica.
Ha detto delle origini della città, che sfumano nel mito, in quanto nell’area geografica di Capo d’Orlando e Naso la tradizione narra che fosse situata l’antica Agatirno, fondata nel 1218 a.C. da Agatirso, uno dei figli di Eolo, re dei venti.
Naso sorge su un colle, all’altezza di 498 m su l. m. Questo promontorio era circondato dalle valli scavate da due fiumi, per cui si ergeva come fosse un’isola. Da ciò potrebbe provenire il nome di Naso dal greco nesos – isola. L’ipotesi più accreditata attribuirebbe invece la provenienza del nome dal latino nasus – naso, proprio per la forma caratteristica della collina.
Il percorso inizia da Largo Bellini, dove si erge il teatro Alfieri. In questo sito in epoca medievale sorgeva un castello, che è andato distrutto nei secoli.
Naso è stato colpito da terremoti disastrosi, storicamente descritti a partire dal 1613 fino al 1978, ma furono particolarmente distruttivi i terremoti del 1823 e del 1739.
Percorrendo Largo Bellini si giunge alla Chiesa Madre dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo. Edificata nel XVII secolo in stile barocco, è suddivisa in tre navate. Custodisce al suo interno opere pregevoli, molte derivate da altre chiese andate distrutte. Ne è esempio la pregiata Cappella del Santissimo Rosario, costruita nel 1615, proveniente dalla Chiesa di San Pietro dei Latini. Si possono ammirare una cinquecentesca statua marmorea raffigurante l’ Assunta e gli Angeli, opera di Vincenzo Gagini, un seicentesco Crocifisso ligneo, una statua marmorea raffigurante la Madonna con Bambino e altre raffinate opere scultoree e pittoriche.
Dopo un percorso per le vie del centro, con scorci su paesaggi circostanti con il profilo sfumato e ammaliante delle isole Eolie, si raggiunge il Tempio di San Cono.
Realizzato nel XV secolo, fu eretto nella stessa area ove sorgeva la chiesa di San Michele Arcangelo del XII secolo, in cui Conone Navacida, proclamato Santo con il nome di San Cono, trascorse gli ultimi anni di vita e morì il 28 Marzo 1239.
Il Tempio è il luogo sacro per eccellenza della città. Durante la visita vengono illustrati dalla nostra guida eventi leggendari e miracolosi della vita di San Cono, gli aspetti del culto locale, che culminano nei solenni festeggiamenti nei giorni che precedono e seguono l’ 1 settembre, quando la festa raggiunge il suo acme.
All’ingresso del Tempio si nota sopra l’altare la statua lignea di San Cono Abate. A destra, osservando l’altare, è presente un busto, anch’esso ligneo, di San Cono, rappresentato con la pelle scura, copia dell’originale realizzato a Palermo, andato distrutto in un incendio del 1920. Quest’ultima statua viene portata in processione nei festeggiamenti sulla imponente e pesantissima Vara, insieme alle Sacre Reliquie del Santo.
Si scende, quindi, nel livello inferiore, nella cripta di San Cono, dove in una cappella ricavata dalla chiesa precedente, sono custodite in un pregevole altare marmoreo, le Sacre Reliquie.
L’interno della cappella in stile barocco, è riccamente decorato con marmi, stucchi e affreschi, raffiguranti episodi di prodigi di San Cono.
Nelle immediate vicinanze, un altare di recente costruzione, ricorda l’esatta ubicazione della grotta di San Michele, dove avvenne la morte in stato di estasi del Santo.
Nelle immediate vicinanze si è raggiunto il Museo di Arte Sacra, ospitato nei locali suggestivi delle Catacombe del Tempio di San Cono. Qui sono custodite opere lignee realizzate da artigiani e intagliatori locali e maioliche, che dimostrano l’antica attività di maiolicari a Naso, già nel XV fino al XVII secolo. Vi è una sezione dedicata a paramenti sacri e opere di oreficeria e argenteria, provenienti da chiese ormai distrutte del territorio.
È possibile ammirare, in un’altra sezione, una tavola linea cinquecentesca raffigurante la “Madonna con Bambino Dormiente” di probabile origine fiamminga (scuola di Anversa- Joos Van Cleve ) e altre opere pittoriche e scultoree di raffinata fattura.
Nelle ore pomeridiane è stata raggiunta la chiesa di Santa Maria del Gesù, che si trova leggermente fuori città.
La chiesa, edificata nel XV secolo, presenta un portale in stile gotico, risalente al 1475. Al suo interno, semplice come vuole la tradizione francescana, ammiriamo un ciborio- custodia in legno, monumenti funerari di nobili e notabili del luogo. Tra questi di particolare importanza il monumento di Artale Cardona, sarcofago monumentale datato 1477, opera gotico- rinascimentale, attribuibile alla bottega di Domenico Gagini.
Tra i dipinti una tavola del 1565, attribuibile al pittore Deodato Guinaccia raffigurante l’Immacolata. All’ingresso, a sinistra, vi è una Madonna marmorea di scuola gaginiana e altri monumenti funeraria marmorei. Per questo motivo la chiesa rappresenta il Pantheon dei nobili Nasitani.
La chiesa fa parte del complesso monumentale del Chiostro dei Frati Minori Osservanti. Del complesso rimangono le mura del convento, una parte del chiostro. È stato di recente restaurato e trasformato in una struttura polifunzionale, che ospita mostre, convegni, eventi. Offre uno splendido panorama sul mare e le isole Eolie.
La vista si conclude con una passeggiata lungo le vie del centro storico, alla scoperta dei palazzi nobiliari. Ci è possibile accedere al suggestivo cortile di Palazzo Piccolo. Si percorre quindi via Umberto I, potendo ammirare la delicata facciata della Chiesa di San Giovanni, nota anche come San Pietro dei Latini, risalente al XII-XIV secolo.
Si raggiunge quindi Palazzo Gangemi, e sulle pareti della scalinata che porta alla piazzetta antistante il palazzo, ci colpisce un’opera artistica ceramica fatta di piastrelle variopinte che sottendono “NASI celebri” fatti in ceramica: Federico II di Svevia, Archimede, Battiato, Franca Florio, Lady Gaga, etc. e piastrelle con frasi significative loro attribuite. L’opera è del giovane ceramista e artista Nasitano Pierluigi Scardino, prosecutore della tradizione ceramica nasitana e siciliana, installata in occasione della IAPRÌ Festa del 2024 che ricorre ogni anno nella bella città di Naso.





