“Chiese Aperte” di Archeoclub a S. Margherita di S. Alessio
Aperta al pubblico il 10 maggio la chiesa bizantina lungo la SS 114 Breve visita anche a S. Sebastiano di Forza d’Agrò
I due edifici sacri a rischio crollo
Anche quest’anno Archeoclub Area Jonica Messina ha partecipato a “Chiese Aperte” , l’evento organizzato in tandem tra Archeoclub d’Italia e Conferenza Epi-scopale Italiana con lo scopo di dare visibilità per un giorno edifici sacri italiani meno conosciuti e in genere non aperti.
Per l’edizione 2026, nel comprensorio jonico è stata scelta la chiesetta bi-zantina che si trova nella frazione di S. Margherita di S. Alessio, lungo la SS 114, nei pressi del castello alessese. La chiesa è stata oggetto di una visita guidata or-ganizzata da Archeoclub il 10 maggio.
Si tratta di un edificio di culto oggi privato, poco conosciuto, ma che probabilmen-te costituisce la chiave di lettura dell’intera storia del comprensorio legata alla pre-senza basiliana sul territorio. Oggi ne è rimasta solo una porzione e nell’abside so-no ancora visibili tracce di affreschi con diverse figure in preghiera. Secondo di-versi studiosi locali apparteneva ad un monastero, probabilmente agostiniano. In particolare Giuseppe Lombardo di Scifì ha ipotizzato che potrebbe essersi trovato proprio lì il luogo in cui nel 1116 l’abate Gerasimo incontrò Ruggero II ottenendo la donazione per la ricostruzione dell’abbazia dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò a Ca-salvecchio Siculo.
Il fabbricato adiacente alla chiesa, con lo stemma della Trinacria ben visibile, chiamato dai paesani “Dazio”, era una vecchia caserma borbonica adibita al con-trollo del transito delle merci ed alla repressione del contrabbando. In questo luo-go, secondo Carmelino Puglisi, era posizionata “La Catena” (tanto che la stessa contrada, una volta frazione di Forza d’Agrò, era denominata contrada Catena) posta trasversalmente all’asse viario, che costringeva i viandanti al pagamento di un “Diritto di Barriera”.
Al termine della visita il gruppo ha voluto anche dar luogo ad una visita spontanea ad un altro edificio a rischio crollo, la chiesa di S. Sebastiano di Forza d’Agrò, si-tuata a ridosso del castello forzese ed oggi ridotta ad un rudere. Anche lì resiste, quasi per miracolo, la traccia di un affresco di un Cristo.
“Riteniamo che le istituzioni debbano fare il possibile per salvare entrambe le chie-se, anche per l’importanza storica che rivestono”, dice Ketty Tamà, presidente di Archeoclub Area Jonica. “Come Archeoclub diamo la disponibilità a fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per agevolare questo percorso”.
